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Grammy Awards 2026: ecco tutti i vincitori

La notte dei Grammy Awards 2026 ha trasformato Los Angeles nel centro nevralgico della musica mondiale, tra grandi performance, premi attesissimi e un clima carico di significati che è andato ben oltre lo spettacolo

Grammy Awards 2026: ecco tutti i vincitori

Los Angeles, la Crypto.com Arena si accende ancora una volta per ospitare i Grammy Awards 2026, l’evento che ogni anno incorona il meglio dell’industria musicale globale. Ma questa edizione non è stata soltanto una parata di star, performance spettacolari e abiti iconici, è stata una serata attraversata da messaggi politici forti, prese di posizione esplicite e momenti destinati a restare nella memoria collettiva.

Al centro di tutto, Bad Bunny, vincitore dell’Album dell’anno con Debí Tirar Más Fotos, protagonista di un discorso che ha acceso il dibattito pubblico ben oltre i confini della musica.

Bad Bunny fa la storia

Il momento simbolo della serata arriva quando il nome di Bad Bunny risuona come vincitore del premio più ambito. Debí Tirar Más Fotos non è solo un successo artistico e commerciale, diventa un primato storico, perché è il primo album interamente in lingua spagnola a conquistare l’Album dell’anno ai Grammy.

Visibilmente emozionato, l’artista portoricano dedica la statuetta a chi ha dovuto lasciare la propria terra per inseguire un futuro migliore, trasformando un riconoscimento personale in una dichiarazione collettiva.

Il discorso che divide e infiamma il dibattito pubblico

Il riferimento è alle agenzie federali per l’immigrazione statunitensi. Bad Bunny continua parlando di dignità e umanità: “Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani.”

Poi il passaggio più intenso, quello che porta la Crypto.com Arena a una standing ovation prolungata, l’invito a non lasciarsi contagiare dall’odio, a lottare con amore, a difendere la propria gente senza replicare la violenza con altra violenza. Un discorso che divide l’opinione pubblica, ma che consolida il suo ruolo di voce culturale e politica della sua generazione.

Grammy 2026, quando la musica diventa manifesto politico

Quello che non era successo poche settimane prima ai Golden Globe,avviene sul palco dei Grammy. L’intera serata è attraversata da una linea chiara, la musica prende posizione contro le politiche migratorie dell’amministrazione Trump e contro le azioni di ICE e Border Patrol.Molti artisti indossano spille con la scritta “ICE out”, altri scelgono di inserire messaggi espliciti nei loro ringraziamenti. Il clima è teso, ma anche profondamente partecipato.

Billie Eilish e la frase che fa esplodere l’arena

Dopo Bad Bunny, è Billie Eilish a trasformare la premiazione in un momento politico. Vincitrice del Grammy per la Canzone dell’anno con Wildflower, la cantante californiana ringrazia e poi affonda il colpo: “Nessuno è illegale su una terra rubata.”. Il riferimento ai nativi americani e alle politiche migratorie scatena un’ovazione. Eilish invita il pubblico a continuare a protestare, a far sentire la propria voce, ribadendo che le persone contano più delle ideologie.

Kendrick Lamar, il dominatore silenzioso della serata

Se Bad Bunny è il volto politico della notte, Kendrick Lamar ne è il dominatore numerico. Con nove nomination e cinque vittorie, il rapper di Compton diventa l’artista più premiato dell’edizione. Con il Grammy per il Miglior album rap (GNX), Lamar supera anche Jay-Z, diventando il rapper con più Grammy vinti nella storia: 27 statuette complessive. Un risultato che si aggiunge a una carriera già leggendaria, impreziosita dal Premio Pulitzer conquistato nel 2018.

Lady Gaga, il ritorno trionfale al pop

Tra le grandi protagoniste della notte c’è anche Lady Gaga, che torna a casa con due Grammy. Mayhem le vale il premio per il Miglior album pop vocale, mentre Abracadabra trionfa come Miglior registrazione dance/pop. Emozionata e visibilmente commossa, Gaga conferma la sua capacità di reinventarsi senza mai perdere centralità nel panorama pop mondiale.

Olivia Dean e il premio come Miglior Nuova Artista

In una delle categorie più affollate e attese, Olivia Dean rispetta i pronostici e conquista il Grammy come Best New Artist. Un riconoscimento che segna ufficialmente il suo ingresso tra i nomi destinati a pesare nel futuro della musica internazionale.

Trevor Noah, Trump e la replica infuocata

A fare da collante tra musica e satira politica è ancora una volta Trevor Noah, conduttore della serata. Le sue battute su Donald Trump, Epstein e Groenlandia fanno esplodere la sala, ma non restano senza risposta. Trump affida a Truth Social un attacco durissimo ai Grammy, definiti “inguardabili”, e al presentatore, accusato di aver diffuso false affermazioni. Una polemica che alimenta ulteriormente l’eco mediatica della cerimonia.

L’assenza di Nicki Minaj e l’ovazione del pubblico

Quando Noah annuncia l’assenza di Nicki Minaj, ormai apertamente schierata con Trump, la reazione del pubblico è eloquente, un’ovazione fragorosa. Un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi editoriale il clima politico che ha attraversato la serata.

Omaggi e commozione: il lato più intimo dei Grammy Non sono mancati i momenti di raccoglimento. Il tributo agli artisti scomparsi emoziona profondamente, da Ozzy Osbourne ad Ace Frehley, fino a produttori e musicisti che hanno segnato la storia recente.

Bruce Springsteen, in collegamento video, ricorda Brian Wilson dei Beach Boys, mentre artisti come John Legend e Chaka Khan celebrano l’eredità di D’Angelo. Uno dei momenti più toccanti arriva con il Grammy al Dalai Lama per il miglior audiolibro, accolto come un simbolo di spiritualità e responsabilità condivisa.

Tutti i vincitori dei Grammy Awards 2026

Canzone dell’anno
Billie Eilish – Wildflower

Registrazione dell’anno
Kendrick Lamar feat. SZA – Luther

Album dell’anno
Bad Bunny – Debí Tirar Más Fotos

Miglior artista emergente
Olivia Dean

Pop e Dance

  • Miglior album pop vocale
    Lady Gaga – Mayhem

  • Miglior performance pop solista
    Lola Young – Messy

  • Miglior performance pop duo/gruppo
    Cynthia Erivo & Ariana Grande – Defying Gravity

  • Miglior registrazione dance/elettronica
    Tame Impala – End Of Summer

  • Miglior album dance/elettronico
    FKA Twigs – Eusexua

  • Miglior registrazione dance/pop
    Lady Gaga – Abracadabra

  • Miglior album pop vocale tradizionale
    Laufey – A Matter Of Time

Musica Latina

  • Miglior album pop latino
    Natalia Lafourcade – Cancionera

  • Miglior album di música urbana
    Bad Bunny – Debí Tirar Más Fotos

Musica Rock e Metal

  • Miglior performance rock
    Yungblud feat. Nuno Bettencourt, Frank Bello, Adam Wakeman, II – Changes (Live From Villa Park) Back To The Beginning

  • Miglior canzone rock
    Nine Inch Nails – As Alive As You Need Me To Be

  • Miglior album rock
    Turnstile – Never Enough

  • Miglior album alternative
    The Cure – Songs Of A Lost World

  • Miglior performance alternative
    The Cure – Alone

  • Miglior performance metal
    Turnstile – Birds

Rap

  • Miglior performance rap
    Clipse, Pusha T & Malice feat. Kendrick Lamar & Pharrell Williams – Chains & Whips

  • Miglior performance rap melodica
    Kendrick Lamar con SZA – Luther

  • Miglior canzone rap
    Kendrick Lamar feat. Lefty Gunplay – TV Off

  • Miglior album rap
    Kendrick Lamar – GNX

Country

  • Miglior performance country solista
    Chris Stapleton – Bad As I Used To Be

  • Miglior performance country duo/gruppo
    Shaboozey & Jelly Roll – Amen

  • Miglior canzone country
    Tyler Childers – Bitin’ List

  • Miglior album country contemporaneo
    Jelly Roll – Beautifully Broken

  • R&B e Afrobeats

  • Miglior performance R&B
    Kehlani – Folded

  • Miglior canzone R&B
    Kehlani – Folded

  • Miglior album R&B
    Leon Thomas – Mutt

  • Miglior performance di musica africana
    Tyla – Push 2 Start

Produzione e Songwriting

  • Producer of the Year, Non-Classical
    Cirkut

  • Songwriter of the Year, Non-Classical
    Amy Allen

Film e TV

  • Best comedy album
    Nate Bargatze – Your Friend, Nate Bargatze

  • Best compilation soundtrack for visual media
    Sinners – Various artists

  • Best score soundtrack for visual media
    Ludwig Göransson – Sinners

  • Best score soundtrack for video games and other interactive media
    Austin Wintory – Sword of the Sea

  • Best song written for visual media
    Huntr/x – Golden (da K-Pop Demon Hunters)

  • Best audiobook narration
    Dalai Lama – Meditations: The Reflections Of His Holiness The Dalai Lama

  • Best music video
    Doechii – Anxiety

  • Best music film
    John Williams – Music by John Williams

Jazz

  • Miglior album jazz vocale
    Samara Joy – Portrait

  • Miglior album jazz strumentale
    Sullivan Fortner feat. Peter Washington e Marcus Gilmore – Southern Nights

  • Miglior album jazz alternativo
    Nate Smith – Live-Action

  • Miglior performance jazz
    Chick Corea, Christian McBride e Brian Blade – Windows (Live)

Classica

  • Miglior album di teatro musicale
    Buena Vista Social Club

  • Miglior registrazione operistica
    Heggie – Intelligence, Kwamé Ryan direttore

Miglior performance orchestrale
Messiaen – Turangalîla-Symphonie, Andris Nelsons direttore

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