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"Dopo le incertezze vivo una fase nuova. E adesso torno a scrivere canzoni"

Si è concluso per Giorgia un tour da oltre duecentomila spettatori. Ed è appena uscito un brano con Tiziano Ferro

"Dopo le incertezze vivo una fase nuova. E adesso torno a scrivere canzoni"
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Giorgia, non capita spesso di rinascere.

«Dopo trenta anni di carriera, per me è quasi come se fosse ricominciato tutto da zero».

Nell’epoca della musica sempre più «usa e getta». «Per la mia generazione in effetti è un caso piuttosto raro».

Specialmente se non si gioca sul revival ma si pubblicano sempre brani nuovi. «E ai miei concerti vedo sempre pubblico nuovo, non sono sempre gli stessi».

A proposito di concerti, una settimana fa Giorgia ha terminato a Padova un tour da oltre duecentomila biglietti venduti e tornerà sul palco tra luglio e agosto (undici serate in località estive) prima di chiudere il 3 ottobre all’Unipol Dome di Milano un giro d’Italia lungo ben più di un anno e così clamoroso da fermarsi in totale 6 volte a Roma e 4 a Milano. «Abbiamo fatto i palasport delle grandi città e quest’estate andremo nei luoghi di vacanza», aveva spiegato lei felice in camerino dopo il primo dei due sold out al Forum e prima che uscisse il brano Superstar con Tiziano Ferro. Dal vivo, su di un palco a misura d’artista con 12 quadri led che a tratti ospitano lei e i musicisti, stupisce la straripante fluidità del cantato e l’apparente semplicità con la quale Giorgia cambia tonalità e scende di un’ottava oppure sale di due come se la voce fosse l’ascensore dei suoi pensieri. Anche brani ormai strafamosi tipo Come saprei prendono una nuova vita, anzi la accorciano, sembrano più giovani e nuovi. Onestamente, oggi è difficile trovare qualcuno così agile e, allo stesso tempo, meno autoreferenziale perché non c’è nulla di compiaciuto nei ghirigori vocali di Giorgia, nessun esibizionismo sterile. Ha lavorato per sottrazione, come si dice, e oggi arriva fino in fondo all’essenza dei suoi brani.

Sembra quasi il momento giusto per musica nuova.

«E in effetti ho ripreso il coraggio e mi si è un po’ “sbloccata” la penna».

Si era bloccata?

«Durante la pandemia non sapevo più cosa cantare. Non sapevo più cosa e soprattutto come scrivere. E poi, quando conducevo X Factor io mi vedevo proprio come conduttrice, quasi fosse l’inizio di una nuova storia. Era il momento in cui cambiavano la metrica e le armonie di ciò che ascolta il pubblico. Io vengo dalle melodie aperte, ora sono tutte chiuse. Però...».

Però?

«Però il nuovo mondo, diciamo quello rap e urban, non era poi così lontano da ciò che mi è sempre piaciuto. Ho fatto mie quelle novità e, soprattutto dopo aver collaborato con Luché e Marracash, mi sono rimessa a scrivere».

A proposito, ci saranno anche loro due all’ultimo concerto del tour, quello dell’Unipol Dome?

«Non solo, vorrei anche invitare tutti gli amici che hanno lavorato con me in questi due anni pazzeschi, da Emma ad Annalisa, da Blanco a Ramazzotti e Irama fino a Elisa».

Elisa ha «fatto» San Siro. Quando Giorgia in uno stadio?

«Già quando ho cantato con Elisa ho sentito l’impressionante vibrazione del pubblico... mamma mia... ma gli stadi non sono mai stati la mia ambizione. Diciamo che io provo le stesse emozioni per la musica a prescindere da quanta gente ho di fronte, che siano 20 persone o ventimila. Anzi, se proprio devo dirlo, la mia dimensione ideale sono i club».

Beh l’Ariston di Sanremo è come se fosse un grosso club. Tornerebbe al Festival?

«Diciamo che ho dato e adesso sono a posto».

La sua canzone della scorsa edizione, La cura per me , è stato il secondo singolo più venduto del 2025 con oltre 173 milioni di stream globali. È stata la vincitrice morale.

«Ma adesso in gara non ci tornerei. Certo se mi chiamassero a fare altro...».

Ha già parlato con Stefano De Martino, il prossimo conduttore e direttore artistico che sta iniziando a preparare lo show?

«L’ho incrociato ma lo conosce meglio mio marito Emanuel, tra loro parlano di cose da ballerini...».

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