Il cinema internazionale cede il passo agli italiani: il docufilm “King Marracash”, prodotto da Groenlandia in collaborazione con Disney Plus nelle sale cinematografiche dal 25 al 27 maggio, è in vetta al box office da tre giorni. Per una volta non sono le classifiche musicali a vedere Marracash all’apice bensì un documentario, che racconta la vita privata e artistica dall’artista da un punto di vista personale e inedito. Il film, firmato dal regista Pippo Mezzapesa,vede la partecipazione straordinaria di amici e colleghi del rapper –come Deleterio, Elodie, Guè, Jacopo Pesce, Mirko Rizzo, Paola Zukar, Rame e Massimo Recalcati – le cui voci si mescolano al racconto in prima persona fatto da Marra.
L’ansia e l'insonnia
Tra i temi più importanti toccati dal rapper nel suo docufilm c'è quello legato alla salute mentale. L’ansia,l’insonnia e le dipendenze lo hanno reso, negli anni, schiavo e Marracash lo ha ammesso serenamente: "La mia testa non si spegne mai, i tempi morti mi distruggono e non devo avere il tempo di pensare troppo perché altrimenti veleggio lentamente verso la depressione. L’ansia è una specie di bestia feroce, di notte il tempo è infinito”. Pochi mesi fa, a proposito delle sue angosce, aveva spiegato: "Dopo il Marrageddon Festival ho avuto un vuoto, un’anomalia. Quando stai facendo qualcosa che non vuoi fare, che non ti piace ma che continui a fare a un certo l’ansia si manifesta fisicamente, ti viene qualcosa di fisico, a me ha portato l’insonnia”. Le notti infinite hanno portato alla stesura di pezzi di successo ma anche a nuove dipendenze: “Già da bambino ne soffrivo mi alzavo e beveva di nascosto un bicchiere di vino di mio papà perché così mi passavano i pensieri e mi addormentavo. Da adulto ho cominciato a prendere i sonniferi per correggere la mia attitudine da gufo, ma nel tempo ne sono diventato dipendente. Ne faccio uso da oltre sette anni".
L’amore per Elodie
Una parte importante del documentario è dedicata anche alle relazioni e quella con Elodie, alla quale il rapper è stato legato dal 2019 al 2021, è sicuramente la più importante. I due artisti si sono da poco riconciliati dopo quattro anni di silenzio, duettando insieme sul palco del Marra Block Party, ma la loro storia è stata tanto importante quanto sofferta. “È stato un momento molto rilassato e felice. Era nata sul set di Margarita. Io ho cominciato a fare l’idiota con lei e lì è nato tutto. Quello in cui ci siamo conosciuti è stato un momento di cambiamento per entrambi, la mia carriera sbocciava e la sua nasceva”, ha raccontato nel film Marracash, prima di spiegare i motivi che hanno portato alla rottura: “Era un momento in cui lui era molto a fuoco dal punto di vista artistico e io mi sentivo molto fortunata di essere al suo fianco. Durante la scrittura eravamo quasi sempre io e Max, il suo produttore. E questa cosa mi metteva un po’ di ansia da prestazione, perché io facendo pop, essendo un interprete, speravo sempre che non pensasse che non fossi all’altezza del suo percorso. Dal punto di vista della relazione questa è una cosa che sicuramente incide".
L’atto finale della loro relazione è raccontato nel videoclip “Crazy Love”, che fa parte dell’album “Noi, Loro e Gli Altri”, il disco che ha segnato la fine della storia con Elodie: “Lì è esploso il dramma, perché io ho cominciato a mettere in dubbio la nostra storia. Cominciamo a parlare della possibilità di lasciarci,ci stavamo provando, in realtà, non eravamo decisi a chiudere,stavamo provando a cercare di salvare qualcosa. Poi abbiamo scattato questa copertina e poi la storia è finita, ma ormai la cover c'era e io mi sono detto che era importante che lei ci fosse comunque,perché aveva fatto parte di quella cosa. Non credo nel cancellare il passato, cioè il passato non si cancella, bisogna farci conti”.
La periferia e la musica
Il nodo centrale del film riguarda invece il suo passato e la vita in periferia, quando per tutti era solo Fabio. I furti,lo spaccio, lo sfratto, la madre che “faceva le pulizie a casa dei miei compagni di classe e mi sentivo un po’ in imbarazzo”: ogni sfida affrontata lo ha spinto a prendersi la sua rivincita con la musica. Decisivo è stato l’incontro con Guè Pequeno: "Che allora era "il guercio". L’avevo riconosciuto e gli avevo letto qualche mia strofa. Mi aveva detto: “È una delle cose che mi abbiano mai letto". Intorno al 2008 c’è stata una campagna acquisti dalle etichette. C’è stata una corsa a firmare tutti. Io sono stato l'ultimo. Ho firmato con Universal e abbiamo lanciato Badabum Cha Cha».
Nonostante tutto, la fama e il successo non lo hanno cambiato: le radici rimangono, così come quella sana dose di ribellione che lo ha portato a chiudere il docufilm così:“Vorrei essere ricordato come un artista che non ha accettato compromessi, che ha fatto quello che voleva.”