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Sting denunciato dai due ex componenti dei Police: chiesti 8 milioni di dollari per diritti streaming mai versati

Andy Summers e Stewart Copeland chiedono al cantante un risarcimento milionario per i diritti non ricevuti dagli ascolti streaming

Sting denunciato dai due ex componenti dei Police: chiesti 8 milioni di dollari per diritti streaming mai versati
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Diciotto anni dopo l'ultima reunion Sting e i Police sono pronti a farsi la guerra. Il cantante britannico è stato infatti denunciato da Andy Summers e Stewart Copeland, rispettivamente chitarrista e batterista della band, che gli chiedono un risarcimento milionario per i diritti non ricevuti dagli ascolti streaming.

Il processo non è ancora cominciato, ma l'Alta Corte di Londra ha iniziato a esaminare le richieste avanzate dai due ex componenti dei Police nell'udienza preliminare, alla quale né Sting né Summers e Copeland erano presenti. La guerra tra gli ex componenti della band si gioca tutta sulle royalty non pagate per lo streaming. Sting avrebbe versato a Andy e Stewart una cifra - 600mila sterline (circa 700mila euro) - che i due musicisti non ritengono congrua e la vicenda è finita inevitabilmente sul tavolo del tribunale.

I vecchi accordi

I termini per la gestione dei diritti e dei proventi dei successi dei Police erano stati messi nero su bianco nel 1981 e aggiornati alla fine degli anni '90, periodo in cui, però, lo streaming musicale non esisteva ancora. Secondo gli accordi ogni componente della band avrebbe dovuto ricevere il 15% delle royalty generate dalle canzoni degli altri membri. Come autore della maggior parte dei successi della band a Sting spetterebbe la quota maggiore dei diritti dei Police. La controversia si concentra, dunque, sui ricavi generati dalle piattaforme come Spotify, Deezer e Apple Music ai fini della distribuzione delle royalty.

La richiesta stratosferica

"I rappresentanti legali di Sting, che ha venduto il suo catalogo alla Universal nel 2022 per una cifra stimata di 250 milioni di dollari, hanno definito la causa come un tentativo "illegittimo" di reinterpretare l'accordo", fa sapere l'agenzia di stampa Ansa, ma Andy Summers e Stewart Copeland non arretrano e hanno chiesto a Sting diritti non versati. I due musicisti sostengono di vantare crediti compresi tra i 2 milioni di dollari (circa 1,8 milioni di euro) e i 10,75 milioni di dollari (circa 9,4 milioni di euro) per royalties legate a brani di successo come "Roxanne" ed "Every Breath You Take".

Gli avvocati di Sting assicurano che il cantante non sarebbe tenuto a versare royalties agli ex compagni, quando i brani dei Police vengono riprodotti su piattaforme come Spotify, poiché un accordo del 2016 - siglato da tutti e tre gli artisti- prevede compensi solo per entrate derivanti "dalla produzione di supporti discografici". La battaglia legale è dunque apertissima.

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