Gli anarchici non si arrendono: cori e lanci di bottiglia contro la polizia

Manifestazione a Napoli dei centri sociali per chiedere la scarcerazione dei tre attivisti arrestati in piazza Bellini per minacce, resistenza e lesioni

“Libertà per Pietro, Diego e Fabiano”. È quanto chiedono i centri sociali che hanno promosso una manifestazione nel centro storico di Napoli per i tre attivisti di Insurgencia arrestati ieri per minaccia, lesioni, resistenza e danneggiamento aggravato. Pietro Spaccaforno, Fabiano Langella, Diego Marmona, sono stati fermati dalla polizia di Stato nella serata di ieri mentre si trovavano in piazza Bellini, nel cuore della città. Nei loro confronti è scattata anche la denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità.

Secondo quanto comunicato dalla Questura, Spaccaforno avrebbe rivolto ingiurie all’indirizzo di una pattuglia che transitava nella zona per controlli. Si sarebbe poi rifiutato di fornire le generalità alla richiesta degli agenti che si erano fermati per identificarlo, continuando ad offenderli e a urlare. È stato poi raggiunto da altre due persone, Langella e Marmora, che insultando i poliziotti avrebbero provato a ostacolarne l’operato.

Rigettano completamente la ricostruzione dei fatti della polizia i centri sociali, per i quali si sarebbero invece consumati degli “abusi”. Mezzocannone Occupato e Insurgencia (l’organizzazione di cui fanno parte gli arrestati) alle 19,30 si sono ritrovati in piazza Bellini per chiedere la scarcerazione degli arrestati, secondo loro fermati ingiustamente mentre bevevano una birra. “Com’è misera la vita negli abusi di potere. Diego Fabiano e Pietro liberi subito”, era scritto sul mega striscione in testa al corteo partito dalla piazza. Molti i partecipanti senza mascherina sul volto. I dimostranti hanno attraversato il centro storico intonando cori contro le forze dell’ordine fino a giungere all’esterno della Questura, dove un paio di bottiglie di vetro sono state lanciate in direzione del cordone di agenti schierato in assetto antisommossa. “Vergogna” e insulti sono partiti dai manifestanti che hanno poi lasciato via Medina, qualcuno alzando il dito medio.

“Fabiano, Pietro e Diego non sono dei criminali”, ha urlato dal microfono Egidio Giordano, componente del centro sociale Insurgencia, assessore della terza municipalità di Napoli e compagno dell’assessora del Comune di Napoli Eleonora de Majo, presente alla manifestazione. “Dopo il Covid – ha affermato Giordano - pare che sia in atto una svolta repressiva , pare che sia vietato bere qualcosa per strada. Ci sono dei pezzi di potere di questa città che si riuniscono in comitati, che si chiamano comitati di cittadini, ma in realtà sono comitati di affari che quotidianamente cercano di danneggiare i giovani che provano ad aprire un’impresa nel centro storico”.

Secondo i promotori della manifestazione sarebbero state le pressioni dei comitati cittadini che da tempo denunciano i disagi legati alla movida a generare la “mobilitazione” della polizia che ieri si è conclusa con l’arresto dei tre attivisti di Insurgencia. Per i centri sociali Pietro, Diego e Fabiano sarebbero vittime di presunti “abusi” da parte della polizia, che, a loro dire, avrebbe assunto “comportamenti impropri”. E mettono in dubbio anche il ferimento dei poliziotti intervenuti in piazza Bellini. “Un funzionario di polizia e altri 11 operatori hanno riportato contusioni e traumi con prognosi da 3 a 17 e cinque volanti sono state danneggiate”, ha comunicato la Questura. Ma Giordano lancia accuse pesanti: “Quei referti sono fasulli". E aggiunge: "Le auto le hanno danneggiate loro nel parapiglia”. Intanto restano in carcere, a Poggioreale, i tre arrestati, in attesa del processo.

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