Napoli, furto all'ospedale Loreto Mare: rubate mascherine, camici e tute anti Covid-19

Ad essere preso d’assalto è stato lo spogliatoio attiguo alla sala rianimazione, dove è custodito il materiale utilizzato dal personale sanitario

Il nuovo centro di riferimento per Covid-19 sta faticosamente partendo, con una serie di carenze più volte evidenziate dallo staff sanitario. A rendere la situazione ancora più difficile, il raid messo a segno da ignoti durante la notte. Un vile furto che ha portato via dalla struttura ospedaliera mascherine chirurgiche, tute, camici e oggetti personali appartenenti a medici e infermieri. Il blitz dei balordi è avvenuto al piano terra del Loreto Mare, riconvertito a struttura per curare i pazienti affetti da Coronavirus.

Ad essere preso d’assalto è stato lo spogliatoio attiguo alla sala rianimazione, dove sono custodite le mascherine e l’altro materiale utilizzato dal personale sanitario. Sono stati gli infermieri a rendersi conto del furto durante il cambio di turno, quando hanno scoperto che gli armadietti erano stati tutti forzati. Sull’episodio sta indagando la polizia, che cercherà di risalire, in breve tempo, agli autori del pessimo gesto. Al momento del raid nel reparto di rianimazione erano ricoverati otto ammalati, arrivati da altre strutture ospedaliere una volta accertato il contagio.

Resta ancora un grave problema anche la carenza di personale, in particolare di anestesisti: sono nove in tutto ma ne occorrerebbero perlomeno altri sei. Recentemente c’era stata la polemica con quattro specializzandi anestesisti che in un primo momento non avevano accettato il contratto di lavoro. L’Asl Napoli 1 aveva parlato di mercenari, interessati ad uno stipendio più alto, mentre l’ordine dei medici aveva difeso i giovani medici dicendo che il loro rifiuto on sarebbe avvenuto per questioni economiche, ma solo perché non si può accettare di lavorare senza protezioni. "Ci servono medici vivi, non eroi morti e non sono ammissibili processi indiziari né processi mediatici", hanno detto i vertici dell'ordine.

Alla fine, però, si è trovato un accordo e gli specializzandi hanno accettato di lavorare nei reparti Covid-19. Sul presidente della Regione Vincenzo De Luca, invece, si è abbattuto il fuoco di fila delle opposizioni che adesso chiedono più test e maggiori controlli per contenere la diffusione del Coronavirus in tutta la Campania. L’allarme è stato lanciato dalle dichiarazioni del capo del centrodestra in consiglio regionale, l’ex governatore Stefano Caldoro, che al TgR ha spiegato: “Bisogna fare più tamponi, la Campania è ultima in Italia”. Quindi ha aggiunto: “Esperti e medici ci dicono che sono necessari per prevenire e curare e allora bisogna passare dai circa 500 che si fanno ad almeno 2000 al giorno. Laboratori pubblici e convenzionati, enti di ricerca, possono essere coinvolti come avviene in altre Regioni".

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