Nascono i ristoranti anti-spreco: sacchetto e bottiglia ai clienti per portar via gli avanzi della cena

Michelle Obama ha fatto scuola. Un anno fa durante la visita in Italia col marito in occasione del G8 la first lady ha sorpreso tutti. Prima di lasciare una trattoria romana si è fatta incartare il cibo non finito del pranzo, quella «doggy bag» (chiamata così perché in teoria gli avanzi sono destinati al cane) che all’estero è abbastanza conosciuta e in Italia stenta a decollare. Anche se la Coldiretti prova da tempo a lanciare la pratica anti-sprechi. Raccoglie la sfida Milano, con il progetto battezzato «il buono che avanza» in programma per l’estate. Verrà creata una rete di ristoranti - la prima in Italia - che metteranno a disposizione del cliente un sacchetto per riporre e portare a casa il cibo e la bottiglia di vino non terminata. Un’idea dell’associazione Casa dell’amicizia, che da 40 anni offre pranzo e sostegno ai clochard e con la doggy bag nei ristoranti vuole promuovete la cultura del «non spreco». Ci crede anche il Comune, che ha già deciso di dare un contributo: la giunta ha dato il via libera alla delibera presentata dall’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. «Il nostro obiettivo è di tipo culturale - ci tiene a precisare Cornelia Pelletta che segue il progetto per la onlus - non impegniamo i clienti a ritirare il sacchetto con gli avanzi per portarlo all’associazione, semmai i ristoranti potranno scegliere se aiutarci a rifornire la mensa per i poveri con i cibi che non vengono consumati e andrebbero buttati. Ma il nostro intendo è di educare i milanesi a evitare gli sprechi». Le doggy bag saranno in carta riciclata, in cambio del logo un paio di aziende sono pronte a sponsorizzare la fornitura dei sacchetti. «I locali non dovranno pagarceli, li porteremo gratuitamente». Una quindicina di gestori sono già disponibili: «All’ingresso potrebbero appendere il cartello “in questo locale non si spreca”».

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