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L'odio non si ferma, i dati sull'antisemitismo: 605 casi segnalati nel 2025

Al Memoriale della shoah l'evento dell’Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori. Il presidente Grassi: "Forme nuove ma non meno pericolose"

L'odio non si ferma, i dati sull'antisemitismo: 605 casi segnalati nel 2025
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L’odio dilaga. Tracima dai social alle piazze. Lo attestano i dati e lo ha detto stamani anche Liliana Segre, che ha presenziato al Memoriale della Shoah a un evento organizzato dalla Prefettura di Milano con l’Oscad, l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori. «Il mondo dell’odio è talmente vasto, è sempre più vasto» ha detto la senatrice, intervenendo nel corso di un incontro con il ministro, Matteo Piantedosi.

Le segnalazioni giunte all’Oscad nel 2025 per reati d’odio sono state 605, «in trend costante rispetto all'anno precedente» ha spiegato Raffaele Grassi, vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza, direttore centrale della Polizia criminale, presidente di Oscad. «Siamo qui per tenere alta l'attenzione su un tema che non riguarda solo la sicurezza pubblica ma la qualità stessa della nostra democrazia - ha scandito - L’antisemitismo non è un fenomeno confinato nei libri di storia ma continua a manifestarsi in forme nuove ma non meno pericolose». Il coordinatore nazionale per la lotta contro l'antisemitismo, Pasquale Angelosanto, ha confermato «un aumento degli episodi di aggressione a esponenti della comunità ebraica, soprattutto da parte di persone di religione islamica».

«Purtroppo ci sono ancora incidenti, momenti preoccupanti, delle rinascite di tensioni e, diciamolo, di antisemitismo che era latente e continuiamo a ritenere che fosse un fenomeno carsico, ma non è mai scomparso, e purtroppo si sta rivitalizzando - ha detto Roberto Jarach, presidente del Memoriale della Shoah di Milano - Viviamo un momento in cui siamo preoccupati». Il Memoriale è vicino ormai ai 500mila visitatori, dalla sua apertura, nel 2010, «e questo ci fa capire che abbiamo restituito qualcosa alla comunità» ha detto Jarach. Il clima però è peggiorato. «Sappiamo che da parte delle forze dell’ordine tutto quello che è possibile viene fatto - ha proseguito Jarach - Il presidio di “Strade Sicure” davanti al Memoriale dobbiamo mantenerlo, ci dà tranquillità.

Io arrivo qui e non ho paura, so di avere un servizio che è attento e vigile ma è fuori, lontano dai luoghi sensibili più che presidiati, che abbiamo episodi, seppur non quotidiani, ma sempre con più preoccupante frequenza».

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