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Bandiere titine nel Giorno del Ricordo: l'oltraggio dei centri sociali agli esuli istriani

A Firenze, nel corso di una manifestazione pro-Palestina promossa dai centri sociali e svoltasi nel Giorno del Ricordo, i manifestanti hanno sventolato anche bandiere della Jugoslavia dei tempi di Tito

Una delle bandiere jugoslave sventolate durante il corteo
Una delle bandiere jugoslave sventolate durante il corteo

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Bandiere titine nel Giorno del Ricordo: l'oltraggio dei centri sociali agli esuli istriani

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Un corteo a sostegno della Palestina, nel corso del quale sono state esibite bandiere della Jugoslavia con tanto di stella rossa al centro. E nel frattempo, altri vessilli analoghi che rimandavano al regime di Tito sventolavano dalla sede del centro sociale. Questi gli ultimi sfregi agli esuli istriani, in ordine cronologico, messi in atto dai centri sociali a Firenze. A documentare la manifestazione sono stati gli stessi esponenti dell'estrema sinistra, tramite i canali social dei centri. Gli episodi in questione risalgono alle scorse ore, durante una protesta in occasione del Giorno del Ricordo che sarebbe nata con l'intento primario di sostenere la Palestina e di chiedere il "cessate il fuoco" a Gaza. Nel corso della sfilata dei manifestanti, non sarebbero mancati slogan pro-Palestina e contro Israele. E non sarebbero mancate nemmeno bandiere jugoslave: durante il percorso attraverso le vie del capoluogo della Toscana, alcuni partecipanti al corteo sventolavano infatti vessilli della Repubblica socialista federale di Jugoslavia, dissoltasi nel 1992 a circa un decennio di distanza dalla dipartita di Tito.

"La Storia non accetta scena muta" hanno scritto su Instagram i membri del Csa Intifada Empoli, presenti a quanto pare al corteo insieme a Firenze Antifascista, ai Sanitari per Gaza e al Centro popolare autogestito Firenze Sud. Questi ultimi, oltretutto, secondo quanto riportato dalla stampa locale, avrebbero anche esposto bandiere jugoslave con la stella rossa dalle finestre dell'edificio nel quale si ritrovano abitualmente. "La memoria è utilizzata come arma di propaganda per legittimare la guerra dell'oggi, le politiche di conquista e coloniali, mentre si delegittima e si infangano quelle forze che nella Storia si sono opposte alla guerra - si legge in una nota dai tratti surreali pubblicata sulla pagina Facebook del Cpa Firenze Sud- oggi è ancora più chiaro quanto questo sistema tenda sempre di più alla guerra. Oggi tutti coloro che vi si vogliono opporre devono porsi necessariamente il problema di quale possa essere la via per fermarla veramente. Noi pensiamo che in questo momento sia necessario cogliere ogni elemento di contraddizione per gettare sabbia negli ingranaggi della macchina da guerra".

Azioni, quelle dei centri sociali, che ancora adesso stanno facendo discutere. E qualche ora fa, il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Francesco Torselli è tornato anche sull'atto vandalico ai danni del cartello che indica la via intitolata alle vittime delle foibe (con i responsabili del gesto che non sarebbero ancora stati individuati). "Ci sono troppi vigliacchi che per motivi ideologici rifiutano di riconoscere una tragedia nazionale che ha visto milioni di italiani uccisi o costretti a fuggire dalle loro case. Le istituzioni stanno facendo abbastanza per mettere all’angolo questi soggetti? In Toscana e a Firenze sicuramente no - ha commentato, non risparmiando una stoccata provocatoria all'amministrazione comunale Pd - questo punto perché il sindaco Nardella non pensa a intitolare il largo dedicato ai Martiri delle foibe al maresciallo Tito? Almeno questi vigliacchi non si accanirebbero contro un cartello stradale”.

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