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Bimbo morto in piscina a Latina, il papà: “Non è stato un incidente”

La tragedia è avvenuta sabato pomeriggio all’interno di un complesso termale a Suio Terme. La procura di Cassino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti

Bimbo morto in piscina a Latina, il papà: “Non è stato un incidente”
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"Possono esserci sì gli incidenti, ma quanto accaduto a nostro figlio non lo è stato”. È devastato dal dolore Gabriele Ubaldo Petrucci, il papà di Gabriele, il bimbo di 7 anni morto sabato pomeriggio nella piscina di un complesso termale a Suio Terme, nel comune di Castelforte, in provincia di Latina. In un’intervista a Il Messaggero, l’uomo parla chiaramente di “una tragedia annunciata”, escludendo quindi che possa essersi trattato di un tragico incidente. La procura di Cassino, competente per il territorio, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Oggi verrà conferito l’incarico al medico legale per l’autopsia.

La tragedia

È un racconto drammatico quello del papà di Gabriele. La tragedia si è consumata in una manciata di minuti, forse secondi: “Stavo facendo una videochiamata con le zie, mio figlio era sotto la cascata, mi giro per posare il cellulare e non lo vedo più. - ricorda - Ma Gabriele è un termalista nato, andiamo spesso a Viterbo e non solo e ha tre livelli di nuoto. Quando ho visto il suo corpicino sott'acqua mi sono gettato: aveva il braccino incastrato nel condotto, l'abbiamo tirato fuori in quattro. Dopo un po' il bagnino ha spento i motori dell'aspiratore”. Quando lui ed altri ospiti della struttura sono riusciti ad estrarlo dalla piscina, “il suo cuoricino batteva ancora”, precisa. Tra i bagnanti c'erano un'infermiera e un medico “che ringrazio infinitamente”. Sul posto è arrivata anche un’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione profusi dal personale sanitario, per il piccolo non c’è stato nulla da fare: “Quel prato sembrava una sala operatoria, hanno provato a rianimare mio figlio per tre ore, - continua Petrucci - hanno fatto di tutto e Gabriele dava dei segni ma poi l'elettrocardiogramma è diventato sempre più flebile”.

Le ipotesi

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella che il bimbo sia rimasto incastrato in uno dei bocchettoni della piscina. Il papà del piccolo Gabriele sembra esserne certo: “Un bocchettone lasciato incustodito - dice - e dunque parliamo di imperizia e pressapochismo, di incuria e mancanza di attenzione. Ma la cosa più brutta è stato trovare, la griglia di quel bocchettone, dopo l'incidente di mio figlio a qualche decina di metri”. Riguardo al personale della struttura, Petrucci chiarisce che si sarebbero messi “tutti a disposizione” quando i medici hanno tentato di rianimare invano Gabriele. “Dopo io stesso ho avuto un rifiuto nel considerare e salutare chiunque stesse in quella struttura - aggiunge - che ha continuato a lavorare nonostante fosse morto un bambino”.

Il dolore

Gabriele aveva compiuto da poco 7 anni ed era un nuotatore provetto. Mamma Mihaela non si dà pace per quanto accaduto, non ha neanche la forza di parlare: “Lei è una maschera di dolore, spero che il buon Dio me la ridia così com’era. - racconta il marito - Avrà e avremo bisogno di un lungo percorso perché ridurre una madre in queste condizioni è qualcosa di inumano”.

E infine, conclude il papà del bimbo: “Voglio condividere questo nostro dramma per un motivo: prima di nostro figlio un altro bambino neanche due settimane fa è stato risucchiato in una piscina in provincia di Rimini, prima ancora un altro bambino. È una strage silenziosa annunciata. Gabriele avrà sicuramente giustizia ma che la sua morte non sia vana”. Per i genitori “Gabriellino sta solo dormendo in un posto più lontano”.

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