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Bimbo preso a cinghiate dai genitori perché non recitava bene il Corano

Una coppia di nordafricani residenti a Macerata è accusata di maltrattamenti ai danni di due ragazzi che oggi hanno 15 e 9 anni

Bimbo preso a cinghiate dai genitori perché non recitava bene il Corano
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Un bambino preso regolarmente cinghiate dai genitori. La sua “colpa”? Non saper recitare perfettamente il Corano. Addirittura, secondo la Procura, in un’occasione gli avrebbero letteralmente tappato la bocca con un nastro adesivo e lo avrebbero messo sotto il letto. Il tutto mentre la madre lo picchiava e lei, 33enne, veniva a sua volta presa a cinghiate dal marito. L’uomo avrebbe poi picchiato il figlio con il filo di un ventilatore e legato sotto il letto.

Anche il fratello, secondo la ricostruzione del Corriere Adriatico, sarebbe stato vittima di gravi sofferenze inflitte da una coppia di nordafricani residenti a Macerata (l’uomo, quarant’anni, ora risulta irreperibile), accusata di maltrattamenti ai danni di due ragazzi che oggi hanno 15 e 9 anni. Per questo il 6 maggio si è svolta l’udienza davanti al Gup Francesca Preziosi e al pm Enrico Riccioni, che ha rinviato a giudizio la donna.

Ma lei nega le accuse, ma il tutore del ragazzo più grande si è costituito parte civile per i fatti che si sarebbero verificati fino alla fine del 2022 e che rispecchiano un fenomeno ancora sottovalutato: l’estremismo religioso di matrice islamica che colpisce soprattutto donne e minori che scelgono la ribellione o non seguono in modo letterale i principi coranici.

Ma per loro non ci sarà alcuna Flotilla, manifestazione o segno di sdegno da parte di chi finge di battersi per i diritti umani.

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