Nel mondo antagonista, una banale scatola nera assicurativa, con tanto di codice IMEI e nome del produttore, diventa un dispositivo di controllo delle autorità. La denuncia arriva da un post sui social di un centro sociale del centro Italia, che in queste ore altre realtà affini stanno condividendo “sulla fiducia”, senza però rendersi conto dell’abbaglio preso. E sì che in tanti, nei commenti, hanno spiegato che no, non c’è alcun complotto nei loro confronti e non c’è nessuna volontà da parte dello Stato di spiarne i movimenti.
“Nell'auto di un nostro compagno è stato scovato questo curioso marchingegno. Era ben nascosto dentro al cruscotto, sotto al cambio, dentro le parti in plastica chiuse dell'auto”, si legge nel post, in cui spiegano che “ascoltava tutto quello che si diceva nell'auto (il microfono era da un'altra parte) e tracciava tutti gli spostamenti. Aveva anche un'uscita mini USB, per, probabilmente, scaricare informazioni”. E sostengono che sia “altrettanto curioso che questo marchingegno sia stato rinvenuto a qualche giorno dal termine dei domiciliari del nostro compagno. Chissà da quanto tempo c'era o se invece è stato posizionato apposta da poco, per l'imminente futuro. Chi può dirlo”. Il “curioso marchingegno” sostengono che sia stato pubblicato, con tanto di “chi ci spia?” per “mostrare come le sedicenti ‘società libere trattano i soggetti che criticano l'infamia e l'ingiustizia dell'attuale assetto sociale… A che livello di attenzione, controllo e Repressione. E a che livello di sperpero di soldi”.
Sarebbe bastata una banale ricerca su Google per trovare il dispositivo, che viene venduto a 50 euro, anche su eBay. O anche leggere i commenti degli stessi “compagni” che conoscono il tema per poi eliminare il post ed evitare di persistere con la teoria del complotto. “Una normale scatola nera GPS presente ormai per motivi assicurativi su qualsiasi auto. Fra l'altro io ho proprio lavorato nell'azienda che le produce, quello specifico modello non permette assolutamente un collegamento a qualsiasi microfono”, scrive un utente nei commenti. Ma dal centro sociale insistono nella teoria e non si lasciano convincere.
Il dispositivo è talmente segreto che è grande come un accendino, cablato con nastro isolante, e rintracciato facilmente dietro un cruscotto, con tutti gli estremi commerciali della produzione. Esiste perfino il manuale di assemblaggio online. I dispositivi utilizzati dalla polizia sono di tutt’altro tipo.