Il complottismo sta catalizzando la narrazione del centro sociale Askatasuna ormai da diverso tempo, almeno da dicembre, quando l’immobile occupato da 30 anni è stato liberato. È un tentativo di attirare la solidarietà della politica istituzionale per contrapporla al governo, com’è già successo, e per suscitare sentimenti positivi nella popolazione. È uno schema noto, non nuovo per i centri sociali o per le frange antagoniste, che usano la sinistra parlamentare come ariete per attaccare l’esecutivo di centrodestra, anche se con risultati spesso scarsi. L’ultimo episodio riguarda la festa che Askatasuna sta organizzando a Torino per i prossimi giorni, che a differenza delle precedenti edizioni non potrà contare sull’epicentro del palazzo di corso Regina Margherita 47.
“La Questura di Torino vuole intimidire il Festival Altri Mondi Altri Modi notificando prescrizioni per tutto il perimetro che circonda l'Askatasuna. Ma il festival non si ferma”, si lamentano gli antagonisti dell’Aska, come viene chiamato affettuosamente. La kermesse prende il via oggi e come primo appuntamento prevede un incontro con il fumettista Zerocalcare e poi un concerto. Zerocalcare è da sempre uno dei volti noti più vicini al centro sociale, eppure, gli stessi vertici di Askatasuna nelle intercettazioni agli atti del processo in corso non hanno avuto parole particolarmente gentili per lui: ennesimo esempio di come la reciproca utilità possa far superare anche la mancanza di stima. Il festival si svolgerà però a pochi metri dall'ex centro sociale, come inizialmente previsto, ma ad alcuni isolati di distanza, soprattutto dopo le tensioni di sabato scorso durante una street parade, che sono sfociate negli ennesimo scontri, diventati ormai una costante nelle manifestazioni di Torino.
“Il Festival di quest'anno è un momento di incontro, confronto e socialità alternativa e si inserisce in un percorso di mobilitazione collettiva a fronte di una situazione di militarizzazione del quartiere Vanchiglia a seguito dello sgombero dell'Aska. Un momento per far rivivere il quartiere e riflettere criticamente su ciò che accade intorno a noi”, dicono dal centro sociale senza sede. A loro avviso, il quartiere di Vanchiglia è un “laboratorio di militarizzazione”, che prevede anche il “respingere iniziative di socialità e di contro-cultura. Di fronte alla postura di chi vorrebbe controllare il nostro territorio e il nostro quartiere, rilanciamo ancora di più a partecipare al Festival e presidiare insieme Vanchiglia”. Askatasuna a Torino può contare sull’appoggio della politica istituzionale che siede nella giunta comunale, che ha tentato per mesi di dare una regolarizzazione all’occupazione per evitare lo sgombero.
Nonostante la legge regionale studiata ad hoc per evitare che Askatasuna potesse entrare nel programma dei beni comuni del Comune di Torino, la giunta stava comunque portando avanti il progetto, ignorando l’occupazione prolungata dello stesso, condizione che avrebbe impedito qualunque possibile. Ma i gravissimi scontri che si sono registrati a Torino e la violenza dei sodali hanno costretto il Comune a prendere le distanze dal centro sociale, anche se pare i colloqui non si siano mai interrotti.