Si chiamava Giannina Orciari e aveva 85 anni. La sua vita si è spezzata dopo essere caduta vittima di una truffa telefonica architettata da un sedicente carabiniere. Convinta che il figlio avesse investito una donna e rischiasse il carcere, l’anziana ha consegnato ai malviventi contanti e gioielli per circa 20mila euro, tra ricordi di famiglia e preziosi personali. Quando la verità è emersa, il cuore di Giannina non ha retto, un infarto le ha stroncato la vita.
La telefonata
Secondo quanto ricostruito, tutto è iniziato con una chiamata nella casa di via Piani d’Appresso. Un uomo si è spacciato per un carabiniere, riferendo che il figlio di Giannina era rimasto coinvolto in un incidente e che era necessario pagare subito una cauzione per evitare il carcere. Per rendere la truffa più convincente, l’anziana ha persino parlato con una voce che sembrava quella del figlio, clonata artificialmente dai truffatori.
Il nipote Maurizio Baldassarri racconta: "Hanno clonato la voce di mio cugino. Mia zia era convinta che stesse parlando davvero con lui. Questa gente senza scrupoli le ha portato via tutto e, purtroppo, anche la vita".
Il raggiro e la consegna dei beni
Senza esitazione, Giannina ha raccolto contanti e gioielli di famiglia, consegnandoli a un complice che si è presentato alla porta. In totale, il bottino ammonterebbe a circa 20mila euro, tra denaro e preziosi appartenuti a lei, al marito scomparso e alla figlia. Solo dopo, contattando l’altro figlio, Giannina ha scoperto di essere stata truffata. Il sollievo per la sicurezza dei familiari si è trasformato in uno sconforto immenso. Colta dall’angoscia e dal dolore, è stata colpita da un malore fatale. I soccorsi sono arrivati immediatamente, ma per lei non c’è stato nulla da fare.
Il dolore dei familiari
Maurizio Baldassarri commenta con amarezza: "Mia zia è morta perché ha
creduto di poter aiutare il figlio. Il loro inganno è stato così sofisticato che nessuno avrebbe potuto sospettare". La vicenda è ora oggetto di indagine per identificare i responsabili del raggiro.