Una folle e incomprensibile catena di errori che ha portato al decesso del piccolo Domenico per l’incuria con cui è stato trasportato il cuore, da Bolzano a Napoli che avrebbe dovuto farlo vivere. Il Mattino ha pubblicato la foto di un comune cestino di plastica come quelli utilizzati per fare un pic-nic o per andare in spiaggia dentro il quale sarebbe stato inserito il cuore del bimbo morto pochi giorni fa.
Perché quel recipiente
Ci si domanda, in continuazione, come sia possibile che per trasportare un organo, da Bolzano a Napoli, si sia utilizzato un comunissimo recipiente in plastica oltre all’errore sulla tipologia di ghiaccio utilizzato con quello secco che avrebbe letteralmente “bruciato” il cuore sano che batteva ancora. Secondo le prime ipotesi, i dottori del Monaldi andanti a Bolzano per prelevare l’organo non sarebbe finito nel contenitore termico di sua destinazione, del costo di migliaia di euro e a tutti gli effetti ad alta tecnologia, perché non avrebbero avuto la giusta formazione per saperlo utilizzare.
Le indagini
Intanto, le indagini condotte dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci vanno avanti: le ipotesi parlano di omicidio colposo per i sette indagati, tutti del Monald di Napoli. A stretto giro, però, anche due infermiere di Bolzano potrebbero finire nel registro degli indagati.
La querelle tra i due ospedali, intanto, continua: da Bolzano la denuncia al ministero della Sanità del precario intervento dei medici napoletani che sarebbero arrivati senza avere le corrette strumentazioni e forniture. Dall’altro lato, il Monaldi accusa Bolzano dell’uso improprio del ghiaccio secco invece di quello normale.
Nelle prossime ore sarà ascolta la dottoressa Gabriella Farina, a capo della spedizione, per capire come risponderà alle domande soprattutto per giustificare l’utilizzo di un comune box di plastica invece di quelli specifici, ossia termici.