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Ghali attacca l'inaugurazione dei Giochi: "Non potrò cantare l'inno, nessuno spazio per l'arabo”

Il rapper, atteso domani sera per un’esibizione alla cerimonia di apertura dei Giochi, ha deciso di rivolgersi con un post sui social in tre lingue

Ghali attacca l'inaugurazione dei Giochi: "Non potrò cantare l'inno, nessuno spazio per l'arabo”
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Un post su Instagram pubblicato da Ghali fa riesplodere la polemica sulla sua partecipazione alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 dopo gli attacchi della Lega e le parole dei giorni scorsi del ministro dello Sport, Andrea Abodi. Il rapper milanese dichiara infatti di essere a conoscenza del motivo per cui non è stato incluso nell’esecuzione dell’inno italiano nello show in programma venerdì 5 febbraio allo Stadio Giuseppe Meazza in San Siro.

“Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace - scrive Ghali in un messaggio riproposto in tre lingue diverse (italiano, inglese e arabo) -. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”.

Ghali era già finito più volte al centro delle polemiche politiche per le sue posizioni a sostegno della Palestina e le accuse rivolte a Israele di avere commesso un “genocidio” a Gaza. L’artista si era distinto come portavoce della causa palestinese sul palco del Festival di Sanremo nel 2024 (l’ultimo della gestione Amadeus). Al termine di una sua esibizione aveva fatto dire al pupazzo-alter ego che lo accompagnava al teatro Ariston la frase “stop al genocidio”. Un’uscita criticata dall’allora ambasciatore israeliano in Italia Alon Bar: “Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”, furono le parole del diplomatico dello Stato ebraico.

Quando si era sparsa la notizia che Ghali avrebbe partecipato alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali la Lega l’aveva definita “una notizia sconcertante”.

Questo perché le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 “saranno uno straordinario biglietto da visita per l’Italia agli occhi del mondo, un evento diventato realtà grazie ad anni di duro lavoro con le donne e gli uomini della Lega in prima linea” ed è davvero “incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico pro Pal”.

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