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Giallo Pierina, le intercettazioni a Dassilva: "Davvero il Dna non è mio?”

Per gli inquirenti ci sarebbe incertezza nelle parole della moglie di Louis Dassilva, imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Le intercettazioni in carcere in cui la coppia parla del Dna

Giallo Pierina, le intercettazioni a Dassilva: "Davvero il Dna non è mio?”
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Quale sarà l’esito del processo di primo grado per l’omicidio di Pierina Paganelli? Una sentenza è sempre un interrogativo, ma intanto emergono dettagli che continuano a orientare gli inquirenti su Louis Dassilva, unico imputato. E accade nonostante al momento ci sia un solo elemento che colloca il vicino della vittima sulla scena del crimine, e quell’elemento è la testimonianza di Manuela Bianchi, nuora di Paganelli, che a marzo 2025 ha affermato che Dassilva, la mattina dopo il delitto, le avrebbe consigliato di non attraversare la porta tagliafuoco perché una signora era scivolata.

È il 3 ottobre 2023 in un condominio di via del Ciclamino a Rimini. Pierina Paganelli rientra dall’adunanza dei Testimoni di Geova e alle 22.13 viene aggredita a uccisa in un atto di overkilling, con odio. Lo si sa perché le urla della donna sono catturate da una telecamera di videosorveglianza del condominio. Dopo molti mesi di indagini, gli inquirenti si concentrano su Dassilva - sebbene il presunto movente, ovvero la relazione extraconiugale che l’uomo intratteneva con la nuora della vittima, appare incompatibile con l’overkilling. Il vicino viene iscritto nel registro degli indagati a giugno 2024 e posto in custodia cautelare in carcere dopo un mese.

Intanto le indagini proseguono e in particolare si cerca il Dna dell’indagato sulla scena del crimine, ma il test dà esito negativo. Ad annunciarlo a Dassilva è la moglie Valeria Bartolucci, che si reca in carcere alle 11.30 del 4 settembre 2024. Le intercettazioni del dialogo sono state mostrate a Quarto Grado. Bartolucci dice: “È arrivato il risultato del Dna. Non è il tuo”. La reazione di Dassilva, che si fa il segno della croce, è immediata: “Davvero?”, chiede sollevato e commosso. “Non è il tuo, per quello sono venuta oggi, per dirtelo di persona. Non è il tuo, non è il tuo. Volevi che te la dicevo per telefono? Perché io ieri lo sapevo, ma volevo dirtelo faccia a faccia”, prosegue Bartolucci. E allora Dassilva chiosa: “Incredibile”.

Poi la moglie di Dassilva fa dei riferimenti a Manuela Bianchi, la quale avrebbe preso degli indumenti insanguinati di Dassilva - che il giorno prima dell’omicidio aveva avuto un incidente in modo - per lavarli, cosa che però non accade. “Non è riuscita la p… a fare i pastrocchi, a mettere la sua roba addosso a lei”, incalza Bartolucci. Dassilva afferma di ringraziare Dio: “Io sto ringraziando… Lui”.

Secondo gli inquirenti, le reazioni dell’allora indagato avrebbero stupito anche la moglie. Tanto che gli investigatori scrivono: “La Bartolucci si lasciava andare ad affermazioni che di fatto mostravano la sua totale incertezza nei movimenti compiuti dal marito la sera del 3 ottobre 2023, ovvero nelle fasi immediatamente precedenti e successive all’omicidio”.

Le ragioni di chi indaga si trovano in una dichiarazione di Bartolucci all’interno della stessa intercettazione: “Anche se eri uscito e poi massimo potrei dire che sei bugiardo, hai mentito, eri andato a buttare l’immondizia, dopo hai saputo dell’omicidio e non volevi dire che eri uscito perché avevi paura che ti davano la colpa perché sei brutto e nero. Però voglio dire, il fatto che tu alle 11 fossi lì, alle 17, alle 22.17, non vuol dire che alle 22.13…”.

La donna si riferisce alla possibilità che la Cam 3 della vicina farmacia l’abbia inquadrato (all’epoca c’era ancora incertezza), ma in realtà l’esperimento giudiziario di febbraio 2025 ha dato ragione a Dassilva, sebbene nel processo, com’è intuibile dalle ultime udienze, è possibile che si torni sulla fatidica Cam 3.

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