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Traliccio sabotato in Friuli, c'è l'ombra della pista anarchica. Paura per l'oleodotto che va in Germania

Oltre alle indagini giudiziarie, il caso è oggetto di analisi anche da parte dei servizi di sicurezza italiani, che stanno valutando possibili scenari e collegamenti con crisi internazionali e conflitti in corso

Traliccio sabotato in Friuli, c'è l'ombra della pista anarchica. Paura per l'oleodotto che va in Germania
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Un danneggiamento a un traliccio dell’alta tensione nel territorio friulano ha aperto un caso che, pur ancora senza rivendicazioni né certezze investigative, viene osservato con crescente attenzione dalle autorità italiane.

L’episodio, avvenuto tra Tolmezzo e Paluzza, in provincia di Udine, ha infatti generato ripercussioni temporanee su infrastrutture energetiche considerate strategiche, riaccendendo il dibattito sulla vulnerabilità delle reti critiche in Europa e sulle possibili matrici dell’azione.

Le ipotesi investigative

Il danneggiamento del traliccio numero 416 della rete Terna, scoperto il 25 marzo, è al centro di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste e seguita dal Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri. Una scelta investigativa che evidenzia la delicatezza del caso e la necessità di esplorare anche piste non convenzionali.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figura anche la matrice anarchica, sebbene al momento non sia stata registrata alcuna rivendicazione. Gli investigatori non escludono tuttavia scenari più complessi, considerando la natura del danno — compatibile sia con un’azione dolosa sia con un possibile intervento mirato — e la posizione dell’infrastruttura coinvolta.

Il traliccio, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato urtato o manomesso in modo tale da provocare la rottura di componenti strutturali, rendendo necessaria una riparazione urgente. L’impianto è stato ripristinato nel giro di pochi giorni, con il ritorno alla piena operatività il 29 marzo.

Il coinvolgimento dell’oleodotto Tal

L’episodio ha avuto un effetto immediato anche sull’oleodotto transalpino TAL, infrastruttura strategica che collega il porto di Trieste alla Germania, passando per l’Austria e rifornendo importanti impianti di raffinazione come quelli di Karlsruhe.

Secondo quanto riportato dai gestori, il 25 marzo Terna ha richiesto la disconnessione dell’impianto di pompaggio di Paluzza per consentire le operazioni di ripristino. Il conseguente rallentamento del flusso di carburante è stato descritto come un evento tecnico e fisiologico, senza impatti strutturali sull’approvvigionamento complessivo.

Alcuni media tedeschi hanno tuttavia riferito di possibili conseguenze temporanee su raffinerie come Miro e Bayernoil, che avrebbero fatto ricorso a riserve strategiche. Le stesse società coinvolte hanno ridimensionato l’impatto, parlando di un rallentamento dovuto a più fattori concomitanti e a normali attività di manutenzione programmata.

Resta centrale, in questo contesto, la questione della vulnerabilità delle interconnessioni energetiche europee: reti elettriche e oleodotti che, pur ridondanti e monitorati, possono risentire di interruzioni localizzate con effetti a catena su scala internazionale.

Scenari geopolitici e precedenti storici

Oltre alle indagini giudiziarie, il caso è oggetto di analisi anche da parte dei servizi di sicurezza italiani, che stanno valutando possibili scenari e collegamenti, senza che al momento emergano evidenze concrete di un nesso con crisi internazionali o conflitti in corso.

Gli investigatori mantengono aperta ogni ipotesi, compresa quella di un atto doloso isolato o di matrice ideologica, ma senza elementi che lo colleghino a dinamiche geopolitiche attuali. Anche eventuali connessioni con il terrorismo internazionale non trovano, al momento, riscontri verificati.

Il sito interessato non è estraneo a precedenti attentati: nel 1972 l’oleodotto fu oggetto di un’azione rivendicata da “Settembre nero”, con ordigni che causarono danni limitati. Tuttavia, le autorità sottolineano che non esistono, allo stato attuale, collegamenti tra quell’episodio storico e quanto accaduto oggi.

L’inchiesta resta dunque aperta, mentre cresce

l’attenzione su un tema più ampio: la protezione delle infrastrutture energetiche in un contesto europeo sempre più interconnesso e potenzialmente esposto a rischi ibridi, anche non immediatamente classificabili.

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