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Guerriglia Propal alla Stazione Centrale di Milano, scatta la stretta sugli antagonisti del Lambretta

Il gip parla di violenza e intento rivoltoso negli scontri del 22 settembre 2025: sei misure cautelari, 17 indagati e nuove polemiche sul centro sociale.

Guerriglia Propal alla Stazione Centrale di Milano, scatta la stretta sugli antagonisti del Lambretta
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Il 22 settembre 2025, in Stazione Centrale a Milano, è stata guerriglia. È quanto stabilito dal gip Giulia D’Antoni, sostenendo che alcuni dei militanti, durante le manifestazioni a "sostegno del popolo palestinese" e della "spedizione umanitaria internazionale della flotta 'Global Sumud Flotilla'" avrebbero avuto "intento rivoltoso" lasciandosi andare a scene di "vera guerriglia" con "violenza e ribellione" contro la "polizia" attraverso il "lancio" di "oggetti contundenti, sanpietrini, segnaletica stradale".

A fronte di questo, la Digos di Milano ha eseguito un'ordinanza a carico di sei antagonisti con misure cautelari di obbligo di firma, divieto di dimora e divieto di uscire nelle ore notturne. Per altri 8 indagati sono stati fissati invece gli interrogatori preventivi. I reati a vario titolo sono resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, porto abusivo di armi come spranghe e interruzione di pubblico servizio. Gli indagati sono in tutto 17 e per in gran parte si tratta di soggetti gravitanti nell’orbita del centro sociale Lambretta di Milano: tra loro numerosi ventenni ma anche un 69enne. Per la maggior parte sono soggetti noti alle forze dell’ordine. Questi indagati, comunque, "non rientrano nel gruppo di facinorosi" che, come risulta dai video, "a volto travisato" hanno commesso "i fatti più gravi di danneggiamento e violenza". E su cui sono ancora in corso indagini.

“Le misure cautelari decise dalla Procura ai danni di numerosi militanti del centro sociale Lambretta, dopo la guerriglia scatenata contro le forze dell’ordine alla Stazione Centrale di Milano, in occasione dello sciopero generale del 22 settembre scorso, devono imporre una serie riflessione al Comune e al sindaco: lo spazio di via Rizzoli concesso agli antagonisti nonostante cinque occupazioni in 11 anni va immediatamente revocato”, ha dichiarato Silvia Sardone, vicesegretario della Lega, europarlamentare e consigliere comunale a Milano. “La connivenza tra sinistra e centri sociali va spezzata subito.

Abbiamo già assistito a troppe prese in giro nei confronti dei cittadini onesti e perbene, ora basta: si restituisca quell’immobile comunale alla città, mettendolo a bando per le associazioni di quartiere. Lasciarlo a dei violenti significherebbe approvare le loro azioni criminali. So che Pd e compagni sono capaci di tutto ma non è più possibile tollerare questo scempio”, conclude la nota di Sardone.

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