L'arresto di Messina Denaro

In manette l'autista di Messina Denaro: "Conosce la rete del boss"

Il Gip di Palermo Fabio Pilato ha emesso un'ordinanza cautelare per l'autista dell'ultimo padrino. L'uomo sarebbe in grado di fuggire e usare la rete di protezione che fino a lunedì ha protetto il boss

In manette l'autista di Messina Denaro: "Conosce la rete del boss"
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Lunedì 16 gennaio oltre al boss super latitante Matteo Messina Denaro, ricercato da oltre trent’anni dalle autorità italiane, è stato arrestato anche il suo autista, Giovanni Luppino. L’uomo ha da subito dichiarato di non sapere la reale identità del super boss di Cosa Nostra, che ha portato in giro per mezza Sicilia, descritto come uno sconosciuto presentato da un amico in comune con il nome di Francesco. Il "signor Francesco" - così lo chiama Luppino - si sarebbe presentato davanti casa sua alle prime luci dell’alba di lunedì scorso, chiedendogli il favore di accompagnarlo a Palermo per una seduta di chemioterapia. La tesi dell’autista del boss non è mai stata presa in considerazione, ritenuta una macroscopica bugia.

Due telefonini e dei pizzini nella tasca dell'autista

Luppino al momento dell’arresto aveva con sé due telefonini, entrambi in modalità aerea, forse per non farsi rintracciare. Oltre agli smartphone teneva nella tasca una lunghissima serie di biglietti, dove aveva scritto a penna, in una grafia poco comprensibile, vari numeri di telefono e nominativi. Fra una parola, un numero e un simbolo c’erano diversi appunti, forse cifrati, o comunque sparpagliati in modo che non si potessero subito comprendere. I pizzini e i numeri di telefono trovati addosso all’autista di Matteo Messina Denaro potrebbero aprire nuovi ed interessanti scenari nella lotta alla mafia.

Emessa la custodia cautelare per pericolo di fuga

Il gip di Palermo Fabio Pilato ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’autista dell’ultimo padrino. L’autista non può essere lasciato libero perché conosce tutti i segreti del boss stragista.

Il giudice Pilato parla di un "concreto e attuale pericolo per l'acquisizione o la genuinità della prova nell'ambito di un'operazione ancora in corso con la ricerca dei "covi" e della rete dei fiancheggiatori che hanno reso possibile una latitanza così lunga”. Luppino se lasciato libero scapperebbe e farebbe perdere le tracce di sé. L’uomo sarebbe ben a conoscenza della rete creata per favoreggiare la latitanza del boss e potrebbe avvalersene, dandosi alla macchia.

Le ultime parole del boss

"È finita" avrebbe pronunciato a bassa voce e spaventato Matteo Messina Denaro al suo autista, dopo che le forze dell’ordina l’avevano arrestato presso la clinica privata della Maddalena di Palermo. Luppino - scrive il gip Pilato - ha dichiarato di aver scoperto l’identità dell’uomo soltanto dopo l’intervento dei carabinieri. Nella sua ordinanza, il giudice ha poi confermato come il ruolo dell’autista, Giovanni Luppino, sia stato delicato e strategico per Cosa Nostra, agendo sempre in modo da non esporre il boss alla cattura.

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