In carcere i proprietari di casa e non l’occupante della stessa. È il paradosso di una situazione limite che si è verificata a Torino, dove una famiglia si è ritrovata la seconda casa di proprietà occupata arbitrariamente da un soggetto senza alcun diritto, che si è rifiutato di lasciare l’immobile su richiesta dei proprietari. Le cronache parlano di “spedizione punitiva” nei confronti dell’occupante ma la realtà sembra essere distante da queste ricostruzioni, soprattutto perché ci sono due versioni diverse che ora le indagini dovranno analizzare per capire cosa sia realmente accaduto.
Tutto è iniziato il 9 aprile, quando i proprietari dell’immobile, una mamma con due figli, accompagnati da un’amica, si sono recati presso l’abitazione a seguito della segnalazione di alcuni vicini, che li hanno tempestivamente avvisati dello squat in corso. Giunti sul posto, hanno effettivamente trovato una persona all’interno dell’abitazione e in quel momento sarebbe nata la discussione, che è poi degenerata. La donna ha dichiarato di essere stata ferita dall’occupante e di essersi difesa con un taglierino che ha ferito, senza gravi conseguenze, l’uomo nel corso del tafferuglio. “Volevamo solo sollecitare l’allontanamento”, hanno poi spiegato i legittimi titolari dell’immobile. Hanno invocato la legittima difesa ma per loro si sono prima aperte le porte del carcere e poi quelle degli arresti domiciliari: tutti e quattro sono ora in attesa di capire cosa succederà. Per il giudice che ha in mano il fascicolo, esiste il pericolo “concreto e attuale, anche in ragione del brevissimo lasso temporale intercorso dall’esecuzione della misura”, che il reato venga reiterato, pertanto non è stato dato parere favorevole alla scarcerazione. Di contro, l’occupante risulta essere libero e ancora nell’immobile, dove abita “abusivamente e senza titolo, circostanza emersa pacificamente”, si legge negli atti.
Questa storia risulta essere ancor più paradossale se si considera che i figli della donna sono entrambi impiegati a Londra, dove lavorano nel campo dell’assistenza
legale per gli immigrati. È la storia del mondo alla rovescia, dove i diritti costituzionalmente garantiti, come la proprietà privata, possono essere cannibalizzati da chiunque, in totale spregio di qualunque legge.