Un grave caso di presunti maltrattamenti in ambito familiare è emerso a Catania, dove un uomo di 59 anni è stato fermato dalla polizia su disposizione della Procura. L’indagine riguarda episodi di violenza ai danni di un bambino di 10 anni e si è estesa anche alle sue tre sorelle più piccole.
Il fermo disposto dalla Procura
Il provvedimento è stato emesso dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto procuratore Alberto Santisi ed è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Catania. L’uomo è indagato per maltrattamenti aggravati in ambito familiare.
Il video diffuso sui social
L’inchiesta ha avuto un’accelerazione decisiva dopo la diffusione sui social network di un filmato che documentava le violenze sul bambino con il padre che picchia con il cucchiaio di legno il figlio. Il video, rapidamente diventato virale, ha consentito agli investigatori di identificare l’uomo e di intervenire in tempi rapidi per tutelare i minori coinvolti.
Padre adottivo, non biologico
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il 59enne non è il padre biologico del bambino di 10 anni, nato da una precedente relazione della madre. L’uomo lo avrebbe però adottato, dandogli il proprio cognome. Le verifiche della Procura hanno portato a contestare all’indagato condotte analoghe anche nei confronti delle altre tre figlie, di età compresa tra i 4 e i 10 anni.
I bambini affidati temporaneamente alla madre
A seguito dell’intervento delle forze dell’ordine e delle autorità giudiziarie, i quattro minori sono stati temporaneamente affidati alla madre. La situazione familiare è ora oggetto di valutazione da parte dei Servizi sociali del Comune di Catania, che stanno operando in stretto coordinamento con il Tribunale e la Procura per i minorenni.
Tensione nel quartiere San Cristoforo
Il fermo dell’uomo è avvenuto nello storico rione San Cristoforo, una zona popolare della città. Quando gli agenti si sono recati presso la sua abitazione per prelevarlo, si sono registrati momenti di forte tensione. Alcuni residenti hanno reagito con insulti e proteste rivolte sia all’uomo sia alla madre dei bambini. La polizia ha quindi provveduto a mettere in sicurezza la situazione e a condurre il fermato negli uffici della Squadra Mobile.
Le reazioni istituzionali
Anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino, è intervenuto sulla vicenda, definendo gli episodi gravissimi e sottolineando l’immediato intervento delle istituzioni, dai servizi sociali alla magistratura minorile, per tutelare i minori coinvolti.
"Non voglio giudicare – ha spiegato Trantino – e non mi interessa comprendere le ragioni che possono portare una persona a compiere atti così crudeli, quanto basta sapere che un bambino di 10 anni è stato picchiato ripetutamente e costretto a chiamare ‘padrone’, mentre qualcuno riprendeva la scena e la diffondeva sui social. È un atto che lascia sgomenti".
Il sindaco ha evidenziato l’azione tempestiva dei servizi sociali, che hanno contattato immediatamente il Tribunale per i minorenni, e della Procura, che ha disposto il fermo dell’uomo. "Quello che resta – ha aggiunto – sono le lacrime di un bambino che merita protezione e affetto. Vorrei che sapesse che c’è una città pronta a sostenerlo, a mostrargli che la vita può essere diversa e che l’amore, l’attenzione e la cura sono ciò che costruisce sorrisi. Un bambino di dieci anni dovrebbe crescere con gioia, sicurezza e figure di riferimento che gli insegnino che, sebbene anche gli esseri umani possano sbagliare, esistono persone capaci di protezione e di rispetto".
Indagini e accertamenti ancora aperti
L’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio il contesto familiare e
verificare eventuali ulteriori responsabilità. La posizione del 59enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre i minori continuano a essere seguiti dai servizi competenti per assicurare loro adeguata tutela e assistenza.