Pompei, scoperto un salone con raffigurazioni sulla guerra di Troia

Gli affreschi scoperti in un salone da banchetto a Pompei mostrano alcuni soggetti della guerra di Troia. Il ministro Sangiuliano: "Scrigno di tesori che non finisce di sorprenderci"

Pompei, scoperto un salone con raffigurazioni sulla guerra di Troia
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Un'altra sensazionale scoperta è arrivata dai nuovi scavi a Pompei: un imponente salone da banchetto con grandi ed eleganti pareti nere è venuto alla luce con le attività attualmente in corso nell’insula 10 della Regio IX. Sulle pareti sono raffigurati soggetti che si ispirano alla guerra di Troia.

Il tema dominante

La scoperta mette in risalto un ambiente raffinato dove ci si poteva intrattenere in converazioni, banchetti e momenti conviviali a testimoniare l'elevato tenore di vita dei presenti rappresentato anche dallo spazio molto grande ma soprattutto da affreschi e mosaici del "III stile" dalla qualità molto elevata testimoniato anche dai soggetti presenti nelle pitture. "Il tema dominante sembra essere quello dell’eroismo, per le raffigurazioni di coppie di eroi e divinità della guerra di Troia, ma anche del fato e al tempo stesso della possibilità, sovente non afferrata, che l’uomo ha di poter cambiare il proprio destino", spiegano gli esperti. Il salone è grande 15 metri per sei di larghezza aprendosi in un cortile a cielo aperto che sembra fungere come disimpegno di servizio: si trova anche una lunga scala che porta al primo piano.

Le raffigurazioni

Le pareti del salone mostrano Elena e Paride, quest'ultimo indicato con la scritta in greco "Alexandros" (l'altro nome), ma anche Cassandra (figlia di Priamo) che si trova in coppia con Apollo: la mitologia greca ci ricorda che Cassandra aveva doti da veggente ma il suo destino non le consentiva di cambiare il futuro. Nonostante queste possibilità nessuno le credeva per una maledizione che le aveva inferto Apollo perché non si era concessa a lui: per questa ragione non riuscirà a impedire la carneficina di Troia, evento ampiamente previsto. "La presenza frequente di figure mitologiche nelle pitture di ambienti di soggiorno e conviviali delle case romane aveva proprio la funzione sociale di intrattenere gli ospiti e i commensali, fornendo spunti di conversazione e riflessione sull’esistenza".

Le parole del ministro Sangiuliano

Un plauso al magnifico ritrovamento lo ha fatto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, spiegando che Pompei "è davvero uno scrigno di tesori che non finisce mai di sorprenderci e di destare stupore perché, ogni volta che scaviamo, troviamo qualcosa di bello e di significativo. Noi crediamo in questo unicum mondiale che rappresenta Pompei e per questo in legge di Bilancio abbiamo finanziato nuovi scavi. Bisogna andare avanti nella tutela di questo importante sito ma anche nella sua valorizzazione”.

Gli fa eco il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna, che ricorda come lo scavo nella Regio IX, che fa parte del Grande Progetto Pompei iniziato sotto la direzione di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico, "è la dimostrazione di quanto uno scavo ben fatto nella città vesuviana possa continuare ad accrescere la conoscenza di uno dei luoghi più importanti che ci sia pervenuto dall’antichità".

Sulla scoperta è invervenuto anche Zuchtriegel, che ha spiegato la presenza del colore nero nelle pareti "per evitare che si vedesse il

fumo delle lucerne sui muri. Qui ci si riuniva per banchettare dopo il tramonto, la luce tremolante delle lucerne faceva sì che le immagini sembrassero muoversi, specie dopo qualche bicchiere di buon vino campano".

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