La cittadinanza italiana, per molti stranieri, è un obiettivo da raggiungere, una legittimazione della propria presenza. Tra questi c’è anche L.O., 32enne nordafricano, in Italia fin da quando, da adolescente, è arrivato con i genitori nel 2009, 17 anni fa, quando suo padre ha trovato lavoro nel nostro Paese. Ha fatto le scuole qui e conosce l’Italiano ma la sua domanda di cittadinanza è stata comunque rifiutata dal ministero dell’Interno, dice il Corriere della sera, per “possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica”, perché “il richiedente risulterebbe noto per una asserita contiguità con ambienti riconducibili alla cosiddetta sinistra antagonista veronese”.
Una vicinanza considerata “pericolosa” dal Ministero ma non dal Tar, che infatti ha annullato la decisione, perché il richiamo alla vicinanza “a un generico movimento politico non consente di comprendere in quale modo tale circostanza possa concretamente tradursi in rischio per la sicurezza dello Stato, né permette al giudice di verificare la ragionevolezza e la coerenza del percorso valutativo seguito dall’amministrazione”, ha scritto nella sentenza il giudice Floriana Rizzetto. Il ministero si è mosso sulla base di un’informativa della Digos, segnalando la partecipazione di L.O. alle attività di un centro sociale ma, ha sottolineato Rizzetto, nella documentazione visionata dal Tar non risultano “adeguati elementi esplicativi circa la natura, le finalità o la connotazione del movimento medesimo, nè è chiarito se si tratti di un’organizzazione caratterizzata da finalità terroristiche, eversive o comunque tali da poter incidere sui profili di sicurezza della Repubblica”.
Raggiunto dal Corriere della sera, L.O. ha spiegato di avere “presentato domanda come figlio di immigrati residenti in Italia da oltre 10 anni. La sentenza del Tar è un primo passo, ma non posso ancora cantare vittoria per la cittadinanza, perché il Ministero potrebbe comunque impugnare la decisione e presentare ricorso al Consiglio di Stato”.
L’iter potrebbe essere ancora lungo e, come spiegato dallo stesso straniero, il Viminale potrebbe impugnare la sentenza del Tar, sulla base di quella stessa informativa che ha portato al rifiuto della cittadinanza. Quel centro sociale è molto noto nella zona in cui risiede L.O. ed è spesso stato citato nelle cronache per alcuni eventi occorsi in questi anni.