La giudice per le indagni preliminari di Milano Giulia D'Antoni ha rigettato la richiesta di domiciliari chiesta dalla pm Francesca Crupi nei confronti di quattro manifestanti che lo scorso 22 settembre hanno partecipato agli scontri al termine di una manifestazione proPal e ha disposto per quattro indagati l'obbligo di dimora e per altri quattro l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.
La decisione arriva dopo gli interrogatori preventivi della scorsa settimana. Nel provvedimento la giudice riconosce il pericolo di reiterazione del reato, e di come alcuni atteggiamenti assunti al termine del corteo, in zona stazione Centrale, "costituiscono espressione esasperata della volontà di affermazione degli ideali perseguiti anche oltrepassando i limiti individuati per la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza".
Ma le riflessioni svolte nell'interrogatorio preventivo dai manifestanti - che devono rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale - potrebbe averli indotti "ad iniziare un processo interno di rivisitazione critica del proprio comportamento".
Per la giudice è sufficiente l'applicazione di misure non custodiali, tenuto conto "anche della giovane età degli indagati e della necessità che gli stessi percepiscano il disvalore della condotta commessa senza, tuttavia, che vengano imposte eccessive limitazione alla loro formazione e ai loro percorsi di studio".