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Scontri a Torino, Mentana inchioda la sinistra: "Liberarsi dei violenti per il bene della democrazia"

Dopo la guerriglia urbana scoppiata in difesa di Askatasuna, il direttore del Tg La7 Enrico Mentana interviene con parole durissime. Una condanna senza sconti della violenza e un richiamo netto a prendere le distanze dagli estremismi, nel nome della democrazia e della credibilità politica

Scontri a Torino, Mentana inchioda la sinistra: "Liberarsi dei violenti per il bene della democrazia"
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Una Torino sottosopra, quella di ieri, che ha scosso ogni italiano dotato di buonsenso. Episodi di una violenza inaudita che hanno provocato danni al capoluogo piemontese: la guerriglia si è verificata in punti diversi, tra cui il quartiere Vanchiglia, dove il centro sociale aveva sede prima dello sgombero del 18 dicembre 2025. Ma il tutto ha anche un risvolto politico inevitabile, perché c’è chi, a sinistra, è sceso in piazza al fianco di Askatasuna, stando con i centri sociali e non con lo Stato. C’è chi, da quelle parti, invece di mobilitarsi per l’operato della polizia faceva le barricate davanti al Leoncavallo di Milano.

Ed è su questo punto che è intervenuto il direttore del Tg La7 Enrico Mentana: “Solo i più faziosi possono gioire della catastrofe politica causata da quel che è successo ieri a Torino. Ma solo i più stupidi possono far finta di niente. Leggo il manifesto di convocazione: ‘Askatasuna vuol dire libertà’, dopo ieri sera ci sarà più libertà? ‘Contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali’, il governo e la destra sono stati indeboliti e rafforzati dai fatti di Torino? Fare la guerra agli agenti e contro la guerra? E l'attacco agli spazi sociali, cioè Askatasuna in realtà simili, è stato forse sbriciolato dalle martellate? Tanta gente perbene scesa in strada ieri, a Torino come a Milano. Liberarsi politicamente dalla vicinanza dei violenti, come doveva essere da tempo, e il debito che la sinistra deve saldare subito a quei manifestanti pacifici e a tutti i cittadini che la vorrebbero competitiva per il bene della democrazia”.

Una presa di posizione nettissima contro chi per troppo tempo non ha condannato certi atti di

violenza, non hai espresso solidarietà e vicinanza agli uomini e alle donne in divisa, preferendo invitare nelle sedi istituzionali soggetti che hanno inneggiato al 7 ottobre e che oggi sono in carcere con l'accusa di terrorismo.

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