La sanzione per un gesto del tutto inconsulto che ha fatto molto discutere è arrivata: una docente di Lettere della scuola media “Bellini” di Mestre che ha tagliato una ciocca di capelli a due studentesse è stata sospesa dal suo servizio.
La decisione
“Il procedimento è stato avviato. Siamo stati informati della situazione dalla scuola. Vista la complessità ho chiesto che venisse attivata la sospensione cautelativa”, ha spiegato al Corriere Marco Bussetti, direttore dell'ufficio scolastico regionale del Veneto”. Il caso di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi è stato al centro delle cronache scolastiche: una supplente, risentita per la richiesta di una delle due studentesse su quanto dovesse essere lungo un riassunto, ha preso un paio di forbici tagliandole una parte dei capelli.
Incredula, è arrivata la difesa di una sua compagna di classe che, per tutta risposta, ha ricevuto lo stesso trattamento. Insomma, una scena davvero choc che hanno vissuto anche tutti gli alunni di quella classe che poi hanno raccontato la vicenda ai propri genitori oltre che, naturalmente, alla preside della scuola. È pur vero, però, che la stessa docente abbia confessato l’accaduto dicendo di aver esagerato e di averlo fatto per “mettersi al livello dei ragazzi” così da farsi capire meglio.
Cosa rischia la prof.
Resta da capire se, oltre al procedimento di sospensione cautelativa, la supplente rischia il licenziamento. A occuparsi della vicenda e delle indagini gli ispettori dell’ufficio scolastico regionale ma potrebbe anche muoversi la Procura qualora i genitori delle due giovani decidessero per una denuncia.
“Sul fatto non ho altro da aggiungere: questa istituzione scolastica e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto hanno provveduto per quanto di loro competenza”, aveva dichiarato subito dopo i fatti la preside, Antonina Randazzo. “Per rispettare il lavoro di docenti, alunni, genitori, collaboratori scolastici e segreteria, oltre al mio, l'unica dichiarazione ulteriore che posso fornire è che, fatto salvo il dovere di cronaca, che è stato dai mezzi di comunicazione più che ampiamente garantito, ora ciò che occorre a questa comunità scolastica è il ripristino, al più presto, della serenità dell'ambiente in cui operiamo, affrontando ogni giorno, in quanto comunità educante, situazioni complesse e impegnative, azioni per le quali ci piacerebbe un riconoscimento pubblico e una risonanza pari a quelli avuti da questa notizia, o almeno un ambiente tranquillo nel quale proseguire nel nostro quotidiano, amorevole e faticoso lavoro”.
Il parere di Roberta Bruzzone
Sull’episodio ha detto la sua anche la criminologa Roberta Bruzzone ad Orizzonte Scuola. Tagliare i capelli a due ragazze davanti alla classe non è un gesto educativo, non è un modo per ‘farsi capire’.. È un atto di prevaricazione, di umiliazione, di violenza simbolica esercitata davanti a testimoni, in un luogo che dovrebbe essere presidio di crescita, tutela e dignità”.
La criminologa ha poi aggiunto quali siano le conseguenze psicologiche nelle due giovani.
“Ho parlato
con il papà di una delle due ragazzine che hanno subito questo atto. È un trauma non solo per loro, ma anche per i compagni di classe. Una cosa assurda, anche se si fosse trattato di una classe ‘agitata'”.