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Lo "sport" di Eco tra Jamaica e shopping di pc

Ieri ricorrevano i 10 anni esatti dalla scomparsa dell'autore di grandi successi come Il nome della rosa o Il pendolo di Foucault

Lo "sport" di Eco tra Jamaica e shopping di pc
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«Nei giorni della Milano olimpica, confesso che l'unico sport che praticava papà era la camminata spedita, gli piaceva parecchio. Partiva alla scoperta dei luoghi più remoti, per trovare ispirazione per i suoi libri», nella chiesa di San Bernardino alle Ossa passò giorni e giorni a prendere nota, «passeggiava tra le bancarelle di libri usati, cercava i suoi. Tra i baretti di piazza Mirabello e il Jamaica a Brera». E Carlotta, figlia e direttrice della Fondazione intitolata al grande scrittore e filosofo Umberto Eco, scomparso il 19 febbraio 2016 a 84 anni, svela scherzando che camminava tanto anche per «un motivo meno nobile: lo shopping compulsivo di prodotti tecnologici. Aveva montagne di agende digitali o gli ultimi pc portatili». Da ieri la passeggiata alberata intorno a piazza Castello porta il suo nome, il sindaco Beppe Sala, Carlotta e la vedova Renate Ramge-Eco hanno svelato la targa quasi sotto alla sua casa-biblioteca al civico 13 che oggi è sede della Fondazione nata nel 2024. Sala ricorda che a due passi, nel Cortile della Rocchetta al Castello, fu celebrato il funerale laico che attirò migliaia di persone. Ieri ricorrevano i 10 anni esatti dalla scomparsa dell'autore di grandi successi come Il nome della rosa o Il pendolo di Foucault. «Qui i milanesi lo ricorderanno in un luogo a lui caro, vicino alla sua abitazione - sottolinea Sala - anche se il ricordo non va portato avanti solo con simboli ma con l'impegno a porre al centro la cultura».

Eco è stato socio fondatore della casa editrice La Nave di Teseo, guidata da Elisabetta Sgarbi, presente ieri alla cerimonia (ha consegnato a Sala una t-shirt con il volto stilizzato dello scrittore). La famiglia ha offerto una «piccola donazione» per la manutenzione del verde in città. «Potremmo utilizzarla proprio in zona Castello» anticipa l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

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