Le telecamere di sorveglianza, ancora una volta, hanno ripreso una scena di ordinaria violenza. Stavolta a Torino, stazione Porta Susa. Nelle immagini si vede un uomo incappucciato, di carnagione scura, che sembra camminare tranquillamente in uno dei piani superiori della stazione. A un certo punto accelera il passo e si dirige con convinzione in direzione di uno degli estintori che, come da norma, sono posizionati in tutti i percorsi dell’edificio ferroviario. In un primo momento ha staccato l’etichetta gialla di sicurezza, come a voler scaricare l’estintore sulle persone. Ma le sue intenzioni si sono dimostrate chiare nei secondi successivi.
Ha tolto l’estintore dal supporto e senza pensarci due volte, senza la minima esitazione, lo ha lanciato sulle scale, mentre erano in transito i passeggeri della stazione. Solo per un caso fortuito, solo per buona sorte, non ha colpito nessuno. Avrebbe potuto ferire gravemente o, peggio, uccidere se avesse trovato qualcuno durante la caduta. Subito dopo il lancio l’uomo si è allontanato con lo stesso passo con il quale è arrivato, senza alcuna remora o esitazione. Chiaramente l’episodio ha scatenato un fuggi-fuggi generale e fortunatamente il fatto si è svolto sotto l’occhio attento delle telecamere che hanno fornito immagini nitide agli agenti della Polfer per l’identificazione.
L’uomo è stato arrestato pochi minuti dopo aver compiuto il gesto ma per il momento non sono noti i provvedimenti a suo carico. Ma questo non è che l’ennesimo episodio potenzialmente pericoloso per la comunità, perché in quel momento là sotto ci sarebbe potuto essere chiunque, anche un bambino o un anziano, e le conseguenze sarebbero potute essere devastanti. Ovviamente, non è stata resa nota nemmeno l’identità dell’uomo e nemmeno la sua condizione di regolarità sul territorio. Resta ora da capire se la giustizia farà il suo corso con la necessaria fermezza o se, come troppo spesso accade, assisteremo al solito copione, con il responsabile rimesso in libertà nel giro di poche ore.
Le stazioni, da sempre, sono rifugio per gli sbandati e i senza fissa dimora ma le violenze che si stanno registrando all’interno delle stazioni in tutto il Paese sono aumentate, soprattutto nelle grandi città come Roma, Milano e Torino.