Momenti di altissima tensione questa mattina di fronte all'istituto professionale Chiodo della Spezia; tantissimi ragazzi, provenienti anche da altre scuole, si sono radunati davanti all'edificio per ricordare il ragazzo ucciso e chiedere giustizia. La situazione si è fatta subito incandescente, tanto che è stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine.
La manifestazione è inziata poco prima delle 7.00. Alcuni studenti si sono presentati per depositare un fiore, altri hanno depositato un lume. Tanta la rabbia per quanto accaduto venerdì scorso, quando Abanoud Youssef è stato accoltellato a morte dal diciannovenne Zouhair Atif. Stamani l'istituto ha deciso di riaprire alla presenza di un gruppo di psicologi chiamati per parlare con gli studenti e cercare di aiutarli a elaborare il trauma. Il nervosismo, tuttavia, è stato subito evidente.
In breve davanti alla scuola si è creato un considerevole assembramento. Centinaia i ragazzi che si sono riuniti in memoria di Abanoud Youssef. Sono arrivati anche studenti del liceo Mazzini, del Fossati, e di altri istituti superiori. Molti giovani non avevano con sé gli zaini, segno che nessuno di loro aveva la minima intenzione di riprendere con le lezioni. I ragazzi avevano invece con sé diversi cartelli con messaggi di accusa, come"I prof sono complici". Una ragazza, salita sulle spalle di un compagno, ha attaccato un foglio con scritto: "Vogliamo giustizia". Le porte della scuola sono poi state chiuse. Il gesto ha portato all'intervento di un collaboratore scolastico, che ha subito riaperto, affermando che l'ingresso della scuola deve restare aperto, in quanto luogo pubblico.
Gli animi si sono agitati molto, con tanto di lancio di fumogeni, pertanto è stato necessario l'intervento della Digos, che ha provveduto a calmare i ragazzi. Questi hanno poi formato un corteo per proseguire altrove la manifestazione.
I giovani hanno raggiunto piazzale Europa, dove si trova il Palazzo comunale, e lì hanno continuato la protesta. "Giustizia per Aba - Vive con noi", si legge in uno degli striscioni esibiti dagli studenti, rimasti fermi in un sit-in.