Cosa c’era dentro e dietro le feste di Terrazza Sentimento? Sarah Borruso, ex di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato a 8 anni e 4 mesi e poi a ulteriori 3 anni e 4 mesi, per violenza sessuale, detenzione e cessione di stupefacenti, è pronta a parlare. Lo fa in un libro dal titolo “Anatomia di un sentimento. Storia privata di un fatto pubblico” e in un’intervista nel salotto di Verissimo, dove Silvia Toffanin le porrà le proprie domande domani 9 maggio alle 16.30 su Canale 5.
“Era un sistema collaudato, malsano e degradante - racconterà Borruso nella trasmissione dell’ammiraglia Mediaset - […] Provo vergogna per quello che ho fatto. È la pagina più dolorosa della mia vita: ho attraversato un percorso molto difficile per essere qui oggi. […] Non posso che esprimere il mio dolore e tutta la mia solidarietà nei confronti delle vittime di questa vicenda”. Borruso è stata condannata a 2 anni e 5 mesi in un secondo procedimento relativo a reati commessi a Ibiza, ma affini ai fatti di Terrazza Sentimento a Milano.
Parte dell’opinione pubblica le sta dando addosso per via del suo libro, un memoir in cui ripercorre il suo legame con Genovese, ma Borruso è netta: il libro non è un modo per monetizzare. “Le mie responsabilità me le sono assunte e ho affrontato i miei processi penali senza vittimismi. Il libro nasce dall'esigenza di restituire una complessità diversa a una vicenda che ha fatto molto clamore”, dirà.
Terrazza Sentimento divenne, nell’epoca della pandemia, un luogo salito presto alla ribalta della cronaca per feste a base di alcol e stupefacenti, finché due donne non hanno denunciato Genovese. Ma, appunto, venne sporta una denuncia anche per una vicenda che vide come teatro una villa a Ibiza. “Il periodo del lockdown è stato un amplificatore di uno stato di dipendenza da sostanze. Lui aveva un po' perso il controllo di sé stesso, era in uno stato cognitivo delirante - spiegherà Borruso a Verissimo - […] A Ibiza il contesto era ancora più amplificato: non c'erano limiti di nessun tipo, non mangiavamo, non dormivamo per giorni. Certe dinamiche venivano normalizzate e c'era una sessualità promiscua. […] Alberto Genovese aveva una personalità dominante, faceva già uso di sostanze e aveva gusti particolari in termini sessuali. Ho annullato le mie volontà per seguirlo”.
Il taglio netto per
Sarah Borruso è stato il matrimonio in carcere dell’ex: la donna racconta tutto il periodo precedente come molto difficoltoso. “È stato più complicato uscire da tutto questo che disintossicarmi”, concluderà.