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“Viva i ragazzi di Torino”. La scrittrice Cecilia Parodi tifa per l’assalto a La Stampa

Cecilia Parodi ha condiviso un post in cui attacca Albanese e Schlein e non condanna quanto avvenuto a Torino: "Prima risposta all'incarcerazione di un compagno"

“Viva i ragazzi di Torino”. La scrittrice Cecilia Parodi tifa per l’assalto a La Stampa
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L'assalto alla redazione de La Stampa è un atto gravissimo che merita una condanna unanime da chiunque abbia a cuore la democrazia. Eppure, c'è chi non la pensa così e scorrendo sui social nei profili legati all'universo maranza più variegato si trova anche chi esulta. Sono profili molto di nicchia, appartenenti a soggetti di seconda generazione del nostro Paese o immigrati in Italia, ai quali non vale nemmeno la pena dare seguito. Ma oltre a questi c'è una storia che colpisce ed è quella di Cecilia Parodi, scrittrice, influencer e attivista per la Palestina, che ha voluto condividere nelle sue storie quello che sembra essere un elogio degli antagonisti di Askatasuna che hanno partecipato all'azione violenta.

"Francesca Albanese, Elly Schlein e tutti i finti amici che stanno portando avanti il concetto della libertà di stampa ecc ecc e dicono che i compagni di Torino hanno sbagliato, non hanno avuto la stessa prontezza e rapidità quando si è trattato di persone a cui è stata privata la libertà o rinchiuse dentro a un Cpr per aver espresso sostegno alla resistenza", si legge nelle storie di Parodi. La scrittrice, che è stata invitata tra le altre cose al convegno dei giovani del Pd nel 2024 ed è stata di recente condannata per gli insulti a Liliana Segre, ha aggiunto ha aggiunto che "questi soggetti sono il male della causa, rallentano e sono un intralcio. Sono soggetti che sostengono che tutta la lotta debba rientrare nella legalità e nel cosiddetto 'sistema democratico' che si contraddice continuamente e di democratico ha solo il nome".

La Stampa, ha proseguito l'influencer, "è solo un ingranaggio di tutto un sistema che ha affiancato il sionismo dandogli sostegno mediatico, economico e militare. Per questi soggetti il bene della causa è esporre la bandiera sionista vicino alla palestinese per celebrare l'umana, democratica e generosa tregua". Per tale ragione, in conclusione Parodi esulta per quanto accaduto nella redazione del quotidiano torinese: "Viva i ragazzi di Torino che sono all'altezza della loro storia e hanno saputo dare una prima risposta all'incarcerazione di un compagno". Il compagno a cui fa riferimento Parodi è l'imam Mahmoud Ebrahim Shahin, che si trova attualmente confinato in un Cpr in attesa di rimpatrio. Nel frattempo, nel mondo reale, si chiede a gran voce la chiusura di Askatasuna, centro sociale violento che il Comune sta facendo di tutto per trasformarlo in un bene comune.

Lo scritto originale di Parodi arriva da un altro profilo, che non l'ha taggata ma che lei ha ritenuto fosse utile condividere nel suo profilo. Questo soggetto, l'8 ottobre 2023, ha condiviso un post con una foto di esultanza dopo l'assalto avvenuto in Israele il giorno precedente, che ha poi portato all'escalation immediata del conflitto a Gaza, che prosegue tuttora.

"Un solo eroe, il popolo", si legge come didascalia in tre lingue, ossia l'arabo e il francese oltre all'italiano. Il profilo è anonimo, non ha post successivi a questo e ha condiviso di recente solamente storie relative all'assalto a La Stampa.

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