"La 'ndrangheta ha colonizzato la Lombardia"

Nella relazione
annuale della Direzione nazionale Antimafia emergono inquietanti particolari sulla ramificazione della malavita calabrese nel nord del Paese: "La 'ndrangheta ha molteplici
proiezioni, oltre il territorio calabrese, secondo il modello della 'colonizzazione'"

Roma - La 'ndrangheta ha "molteplici proiezioni, oltre il territorio calabrese, di cui la più importante è la Lombardia, secondo il modello della 'colonizzazione'". E' l’allarme lanciato dalla relazione annuale della Direzione nazionale Antimafia. Oltre mille pagine di dati e analisi che svelano l'estrema ramificazione della criminalità organizzata made in Italy

La diffusione in tutta la Lombardia Dalla Calabria al Nord Italia. E oltre: Germania, Canada e Australia, come dimostrano gli arresti di ieri mattina. Una ramificazione così capillare che ricorda, a dirla con un paragone di Gialuigi Nuzzi, le metastasi impazzite. La 'ndrangheta si stanzia in tutte le Regioni del Belpaese. Soprattutto in Lombardia, chiariscono gli analisti. "La 'ndrangheta si è diffusa non attraverso un modello di imitazione, nel quale gruppi delinquenziali autoctoni riproducono modelli di azione dei gruppi mafiosi - spiega la Direzione nazionale dell'Antimafia - ma attraverso un vero e proprio fenomeno di "colonizzazione", cioè di espansione su di un nuovo territorio, organizzandone il controllo e gestendone i traffici illeciti, conducendo alla formazione di uno stabile insediamento mafioso". E' così che in Lombardia la 'ndrangheta ha "messo radici" divenendo con il passare del tempo "un’associazione dotata di un certo grado di indipendenza dalla 'casa madre', con la quale però continua ad intrattenere rapporti molto stretti e dalla quale dipende per le più rilevanti scelte strategiche".