Nel bronx di Zingonia dove un abitante su due ha l’accento straniero

BergamoNata come sogno, si è svegliata come incubo. Se non fosse per il policlinico San Marco o il centro di allenamento dell’Atalanta, probabilmente nemmeno se ne menzionerebbe il nome. Una non città, una terra di nessuno frammentata su cinque comuni differenti con più della metà degli abitanti immigrati, Zingonia a più di quarant’anni dalla sua fondazione rappresenta un capitolo buio nella storia della provincia di Bergamo. Situata nel cuore della bassa, tra l’autostrada A4, la linea ferroviaria Treviglio Bergamo e l'aeroporto di Orio al Serio, l’ambizioso progetto dell’architetto Zingone ha tradito ogni speranza di grandeur, divenendo famosa nell’immaginario collettivo dei bergamschi per prostituzione, immigrazione clandestina e spaccio di droga. Dalle campagne dei comuni di Boltiere, Verdellino, Ciserano, Osio Sotto, Verdello e Verdellino sarebbe dovuto nascere un imponente complesso residenziale e industriale, ma ciò che rimane di quel sogno è solo la scultura in cemento della fontana, conosciuta come «il missile», costruita a ridosso della via Francesca. Con la crisi degli anni Settanta Renzo Zingone sparì, le ditte chiusero i battenti e Zingonia rimase abbandonata al suo destino di terra di frontiera. Con 4,123 abitanti complessivi sull’area intercomunale di Zingonia, più del 50% è di origine straniera. La comunità più forte è quella dei senegalesi che detengono il 33% delle presenze, seguiti da un 15% di marocchini e un 10% di albanesi.
A Zingonia risulta imbarazzante eseguire le operazioni più scontate come fare benzina o parcheggiare per andare in un negozio. Anche in pieno giorno basta accostare al marciapiede per essere avvicinati da un ragazzo magrebino che immancabilmente offre hashish e marijuana. Basta dire «no grazie» e tutto si risolve, ma a sorprendere è che ciò avvenga alla luce del sole mentre a un centinaio di metri c’è parcheggiata una jeep con due alpini in mimetica e un carabiniere. La musica non cambia di notte ai distributori di benzina self service dove, mentre si armeggia con l’erogatore di carburante, si è costretti a fingere di non cogliere gli ammiccamenti di avvenenti viados in giarrettiera, pelliccia e topless. Mentre lo spaccio di droga è largamente concentrato nelle zone popolari abitate, ponendo pertanto problemi di condivisione degli spazi con la popolazione residente, la prostituzione si è sviluppata maggiormente lungo le principali arterie stradali e nelle aree più intensamente occupate dai capannoni industriali. Basta avvicinarsi ai condomini «Athena» per rendersi conto di cosa è diventata Zingonia: cemento sgretolato, balconi fatiscenti e uno spuntare di antenne paraboliche continuo. A rendere la situazione paradossale è la testimonianza degli stessi inquilini senegalesi che sono riusciti ad acquistare uno di questi appartamenti. Sono loro stessi a denunciare il degrado fatto di spaccio in portineria e via vai di gente poco raccomandabile. Zingonia è più che tutto un luogo di passaggio ormai. Se il transito avviene di notte però, la speranza è quella di non tamponare chi immancabilmente inchioda in mezzo a corso Europa per fermarsi da qualche signorina (sempre che sia una signorina) sul ciglio della strada.

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