Primo applauso alle 17,02, appena il grande schermo nella piccola sala al primo piano del Palazzo di giustizia, affollata all'inverosimile, offre le prime proiezioni di Sky. Erano entrati alla spicciolata, facce tese. "Maratona per il No", era il titolo dell'evento della sezione milanese dell'Associazione nazionale magistrati, organizzato per offrire alle toghe un luogo comune dove condividere l'ansia per il risultato. Perché, salvo una piccola minoranza, anche i magistrati milanesi hanno vissuto queste settimane come una sfida epocale dove oltre alle norme sull'ordinamento era messa in gioco la loro legittimazione popolare. Ma l'ansia dura poco, al primo applauso ne seguono altri sempre meno timidi, man mano che dagli exit poll si passa alle proiezioni. E quando la porta si apre e i primi sbucano in corridoio ecco volti distesi, sorrisi sempre più vasti. Scampato pericolo. Quel che accade dentro lo si può solo origliare, perché appena Luca Poniz - sostituto procuratore generale, ex presidente dell'Anm - intravede in corridoio il cronista del Giornale grida "Chiudete la porta!" (nella foto, a pagina 3). "ll nemico ci ascolta", commenta un'altra voce. Unico della stampa ammesso nell'auletta, l'inviato del Fatto quotidiano. E anche questo fa parte probabilmente del clima un po' da assedio da cui giudici e pm si sono sentiti circondati man mano che la campagna referendaria saliva di tono. Un clima al quale i magistrati medi hanno reagito con un certo imbarazzo, ma che tra i militanti locali dell'Anm ha scatenato una sorta di agonismo. Culminato nella decisione di un loro esponente di diramare ieri mattina, in pieno silenzio elettorale, un ennesimo spot contro la riforma: "La nostra Costituzione non è mai stata in pericolo come in queste ore. Ogni voto può essere decisivo. Vota No". C'è chi arriva con la coccarda tricolore, chi con lo spillone per il No, chi semplicemente con la voglia di vedere come va a finire. Nessun capo degli uffici, il più alto in grado è il procuratore aggiunto Paolo Ielo che mette appena dentro la testa e se ne va: anche perché grazie alla porta chiusa la temperatura si è fatta impegnativa. Passa Tiziana Siciliano, ex procuratore aggiunto, in pensione da tre mesi. Baci, abbracci. Vengono ammessi anche alcuni avvocati, esponenti della esigua pattuglia che si è schierata accanto ai magistrati per il No. Alle tre e mezza iniziano ad arrivare gli scrutini reali e anche i più scaramantici si convincono che è fatta.
La saletta si svuota, qualcuno torna al lavoro,
qualcuno direttamente al bar. Ultima domanda: ma avevate preso permesso sindacale o eravate pagati come se steste lavorando?Un pm - uno bravo, e ce ne sono tanti - alza gli occhi al cielo e sorride. Come dire: che domande mi fa?