Per la prima volta nella storia il Festival di Cannes non parlerà italiano. In ottant'anni di vita, nacque nel '46, tutte le 79 edizioni - nel 2020 la rassegna non si tenne a causa del Covid - avevano almeno un alfiere di casa nostra, quest'anno assente. Il direttore artistico, Thierry Fremaux l'ha buttata sul ridere: "È andata un po' come ai Mondiali ma non bisogna drammatizzare. Anche noi francesi abbiamo saltato qualche edizione prima di vincerli". Sarà.
Certo lascia riflettere lo stato di salute del nostro cinema, giustificando la riduzione dei fondi decisa dal governo. Attenzione però a necessari distinguo che altrimenti rischiano di falsare i giudizi. Di film dignitosi che meriterebbero una passerella sulla Croisette ce ne sono anche fra i molti usciti in sala recentemente e forse occorrerebbe maggior obiettività riguardo a quelli - Le città di pianura e Testa o croce? - scelti l'anno scorso per la sezione cadetta Un certain regard e tutt'altro che indimenticabili. Una parte di responsabilità l'hanno forse i selezionatori francesi, non attentissimi a tutto il cinema di casa nostra che sa esprimere perle seppur con parsimonia.
Non tutto però è compromesso. Fremaux ha accennato a eventuali aggiunte ancora possibili nel concorso che assegnerà la Palma d'oro. In sospeso c'è l'ultimo lavoro di Nanni Moretti - venerato in Francia - ovvero Succederà questa notte con Jasmine Trinca, Louis Garrel e Angela Finocchiaro, tratto dal romanzo di Eshkol Nevo, Legami. Da non confondersi con il film di Pedro Almodòvar, lui sì in gara con Amarga navidad, una storia di registi in crisi di ispirazione che vivono la stessa aridità di colleghi in depressione per lutto. Se lo spagnolo è già titolare - per continuare la metafora calcistica - il romano è in panchina. L'auspicio è che possa entrare in campo per non macchiare con l'assenza italica un'edizione in cui è presente tutto il mondo. E quindi non esserci fa ancora più rumore.
Secondo possibile salvataggio in zona Cesarini potrebbe essere il programma della Quinzaine, da sempre presentato a parte. Vedremo. Intanto, gli unici sprazzi di italianità sono legati allo scrittore Erri De Luca, che recita nel cast di A Woman's Life di Charline Bourgeois-Tacquet, storia di due donne - una chirurga e una scrittrice - alle prese con amore, desiderio e fallimenti vari. Il film è in gara, al contrario di Roma elastica di Bertrand Mandico in cui un'attrice negli anni '80 sta per girare il suo ultimo film. Riprese a Cinecittà con molti riferimenti ai grandi maestri del passato e un cast che include Isabella Ferrari, Ornella Muti, Franco Nero, Maurizio Lombardi, Martina Scrinzi, Tea Falco, Alessio Gallo e perfino il cantante Michele Bravi.
Si comincia martedì 12 maggio con il divertente La Venus electricque di Pierre Salvadori, storia di un pittore disperato per la morte della moglie che crede di incontrarla mentre è in preda ai fumi dell'alcol. In realtà parla con un'addetta al luna park entrata di soppiatto nella sua roulotte, che accetta una serie di sedute spiritiche ma finisce per innamorarsi dell'uomo. Si finirà sabato 23 con la proiezione della Palma d'oro. Molti i volti noti in concorso. Da Lucas Dhont, talento scoperto proprio dal festival, che presenta Coward, una storia ambientata nella prima guerra mondiale all'iraniano Ashgar Farhadi con Storie parallele di varie personalità francesi (Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Virginie Efira, Vincent Cassel, Pierre Niney) grazie a soldi belgi.
Bianco e nero struggente come è nelle sue corde per il polacco Pawel Pawlikowski che con Fatherland indaga il rapporto fra Thomas Mann e la figlia. Un ritorno per il rumeno Cristian Mungiu che qui vinse la Palma nel 2007. Una sfida per Guillaume Canet che presenta Karma in cui Marion Cotillard tenta di rifarsi una vita con un uomo che ignora il suo passato burrascoso. Curioso destino per Javier Bardem ne El ser querido di Rodrigo Sorogoyen dove interpreta un regista che recita con la figlia. Sembra un bis di Sentimental value che riscosse molti entusiasmi un anno fa.
Doppia Palma d'oro onoraria a Peter Jackson (Il signore degli anelli) e Barbra Streisand e, tra gli altri ospiti, John Travolta regista esordiente fuori gara con Propeller one way night coach, Ron Howard e il suo biopic sul
fotografo Richard Avedon, Steven Soderbergh e John Lennon: the last interview. C'è spazio pure per un film sull'ex calciatore Eric Cantona, bizzarra e stravagante vedette francese. Gloria per tutti, insomma. Tranne per l'Italia.