Neppure il tempo di ricevere il Nobel per la medicina, che Luc Montagnier già si porta avanti col lavoro: «Entro quattro anni sarà pronto un vaccino terapeutico contro l’Aids». Non c’è epidemia al mondo che abbia movimentato una quantità di denaro pari a quella investita per combattere la cosiddetta «peste del 2000». Ma una cosa è certa: nel palazzo della scienza (quella con la «s» maiuscola), più di qualcuno ha trovato diritto di cittadinanza usando il passe-partout del virus Hiv solo per aprire le porte che davano accesso ai finanziamenti. Ricerca medica e ricerca di risorse economiche che si trascinando da decenni, tra mille speculazioni. Ombre denunciate in passato anche dai tre studiosi insigniti ieri a Stoccolma con Nobel per la medicina: Luc Montagnier, Harold zur Hausen e Françoise Barrè Sinoussi.
Il nome più conosciuto è certo quello di Montagnier, lo scienziato francese scopritore del virus dell’Hiv. «La mia prima reazione al premio - ha detto Montagnier - è pensare a tutti i malati di Aids e tutti quelli che sono ancora vivi e combattono contro la malattia. Una cura è possibile in futuro con un vaccino terapeutico prima ancora che preventivo, i cui risultati saranno resi pubblici entro tre o quattro anni se i finanziamenti saranno costanti». Eccolo - immancabile - l’appello ai «finanziamenti». Ma ieri Montagnier non ha rinunciato neppure alla polemica: «Questo premio mi è stato assegnato 25 anni dopo la scoperta del virus dell’Hiv all’Istituto Pasteur. Meglio tardi che mai. È importante che il Comitato del Nobel si sia interessato all’Aids, che è un flagello mondiale».
Il Nobel per la Medicina 2008 è stato assegnato anche al connazionale di Luc Montagnier, Françoise Barré Sinoussi (artefice, con Montagnier, della scoperta del virus responsabile dell'Aids) e al tedesco Harold zur Hausen per aver isolato l'Hpv (Human Papilloma Virus). Metà dei 10 milioni di corone svedesi (1,4 milioni di dollari) del premio andranno ai due studiosi francesi e l'altra metà allo studioso tedesco.
Il Nobel per Montagnier e la Barré Sinoussi era «nell'aria» da diversi anni. Significativa appare però la scelta degli accademici svedesi di assegnare il premio a scoperte fondamentali per la lotta a due virus riconosciuti come minacce universali per la salute: l'Hiv che scatena l'Aids, e il Papilloma Virus, alcune varianti del quale sono all'origine del tumore del collo dell'utero. Entrambi colpiscono ovunque nel mondo: la maggior parte dei casi e delle morti, per tutte e due le forme di cancro, si verificano nei Paesi in via di sviluppo.
Il Nobel Montagnier: "Tra 4 anni avremo il vaccino anti-Aids"
Il ricercatore francese scoprì nel 1983 l’origine del virus Hiv: "Il premio di oggi? Meglio tardi che mai"
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