Noi scomunicati

Nei paraggi del Governo abbiamo un ministro, Giorgia Meloni, che si dichiara personalmente antiabortista ma riconosce che la pillola Ru486 può rendere l'intervento meno doloroso e lacerante: perciò vorrebbe che il farmaco fosse distribuito. Negli stessi paraggi abbiamo poi un sottosegretario, Eugenia Roccella, che si dichiara personalmente antiabortista e sa benissimo che la pillola Ru486 può rendere l'intervento meno doloroso e lacerante: perciò vorrebbe che il farmaco non fosse distribuito. Il ministro Meloni è democratico, sa che che la 194 è una buona legge (ultimi dati: gli aborti sono al minimo storico) e risponde ai cittadini italiani che alla legge restano favorevoli. Il sottosegretario Roccella è ideologica e poco democratica (abolirebbe la 194, fosse per lei) e risponde alle idee proprie e del Vaticano, un'enclave a sua volta non democratica e composta di soli uomini. Gli allarmi sulla Ru486 sono esclusivamente italiani - le autorità medico-scientifiche di tutto il mondo l'hanno approvata da tempo - e la maggioranza di chi si oppone alla pillola abortiva Ru486, in Italia, desidera che l’aborto resti una pratica traumatica così da scoraggiarla. Dell'opinione dei monsignori Elio Sgreccia e Rino Fisichella, infine, non gliene frega niente a nessuno. Sono giudizi tranchant, questi? Può essere. Ma che io vada all'inferno se non è la verità.

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