Non oltre l’autunno il rimbalzo dei mercati

Innanzitutto sul piano tecnico in quasi tre mesi di «correzioni», anche violente, si sono verificati i due «classici» rimbalzi. Li definiamo così perché la ripresa solida del vecchio ciclo 2003-2006 non la vediamo ancora. L’analisi tecnica ci dice che dopo due «gambe» di caduta è in atto un veloce riavvicinamento a resistenze molto importanti; se sfondate, dovrebbero dare il via a un rialzo «estivo» che potrebbe riavvicinarci ai massimi del 10 giugno.
Quindi, guardando al «breve» aumenteremmo l’esposizione azionaria. Poiché tuttavia non possiamo dimenticare la «disciplina dell’analisi tecnica», avvertiamo che difficilmente una grossa correzione si chiude senza una «terza gamba» al ribasso. Conclusione: 1) si può aumentare l’azionario per sfruttare un «rally»; 2) si può accompagnare il rialzo con ulteriori vendite per chi sia ancora troppo investito; 3) si dovrà stare con il dito sul grilletto pronti a vendere se, secondo tradizione, settembre e ottobre si rivelassero i mesi del completamento del ribasso. Se invece non si rompono decisamente le vicinissime resistenze, il ribasso sarà estivo e la ripresa autunnale. Intanto segnaliamo che fra i grandi solo Tokio e il Nasdaq sono ancora negativi nel 2006. Dunque, qualche giorno di pazienza.
Comunque, lo ripetiamo, i mercati poi ripartiranno modificando la mappa settoriale in cui a quel punto reinvestire; allora, però, sotto con i «fondi» e basta con il «fai da te», il ciclo sta cambiando. Ognuno deve comunque regolarsi secondo le proprie situazioni e la propria anagrafe. Quali i motivi fondamentali a sostegno dell’analisi tracciata? Gli stessi citati il 17 luglio. Rallentamento Usa «pilotato bene» dalla Fed; più chiarezza nelle dichiarazioni del governatore americano. L’8 agosto ultimo rialzo dei tassi; forse neppure. Il 3 la Bce avrà provveduto a portare il tasso di riferimento al 3%. L’impatto sul dollaro, per ora, dovrebbe essere modestamente negativo. Economicamente il resto del mondo tenterà di compensare gli Usa facendo staffetta; il leggero rallentamento mondiale che ne seguirà dovrebbe favorire molti settori difensivi, danneggiarne alcuni più di crescita. Noi terremmo ancora energia e materie prime, pur alleggerendo le posizioni. In Europa la Germania soffrirà forse nel 2007 a causa delle sue politiche fiscali, di bilancio e dei rialzi dei tassi; il 2006 rimane forte. Ma il tutto dovrebbe essere compensato da Francia, Spagna, forse Italia, Est europeo.

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