Il Novecento "patinato" secondo Camera Work

Un viaggio tra le pagine patinate della più famosa rivista fotografica statunitense. A Palazzo della Ragione di Milano saranno esposti per la prima volta 50 fascicoli di Camera Work: le foto

Il Novecento "patinato" 
secondo Camera Work

Milano - Una mostra senza precedenti, un viaggio tra le pagine patinate della più famosa rivista fotografica statunitense. A Palazzo della Ragione saranno esposti per la prima volta al pubblico 50 fascicoli di Camera Work (guarda la gallery).

Un viaggio nella storia Camera Work l’opera fotografica di Stieglitz, Steichen e Strand tra Europa e America. Questo il titolo dell’esposizione promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune assieme ad Alinari 24ORE, sarà aperta da domani fino al 13 settembre. "In linea con il programma Milano mondo, l’esposizione instaura un ponte tra la cultura europea e quella americana", ha detto l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory che di recente ha siglato, in rappresentanza del Comune, un accordo con la città di Chicago per promuovere reciproche sinergie culturali. "Attraverso le pagine della rivista Camera Work – ha aggiunto – siamo condotti alla riscoperta della fotografia come un genere culturale con una sua propria dignità, la cui bellezza risiede nell’emozione, non tanto nella tecnica".

Un salto nel passato A cura di Pamela Roberts, già curatrice della Royal Photographic Society di Bath, la mostra consente al visitatore un approfondito esame delle singole personalità che vennero invitate a pubblicare le loro opere sulla rivista. I 50 fascicoli originali in esposizione provengono da una collezione privata conservata nelle raccolte Museali della Fratelli Alinari. Di tutte le riviste pubblicate tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento, Camera Work emerge per i contenuti e gli argomenti trattati, ma soprattutto per la raffinata ed esclusiva cura editoriale (ogni singolo fascicolo è numerato da uno a mille e riservato solo ai sottoscrittori). Fondata dal fotografo Alfred Stieglitz nel gennaio del 1903, fu pubblicata fino al mese di giugno del 1917 per un totale di 50 fascicoli all’interno dei quali sono raccolte 544 tavole illustrate.

I fascicoli in esposizione Ogni fascicolo contiene tavole, riprodotte con varie tecniche, per la maggior parte photogravure, realizzate dai maggiori esponenti della cultura fotografica dell'epoca, come Steichen, Stieglitz, Demachy, Käsebier, Langdon Coburn, Puyo, ma anche da autori appartenenti a generazioni precedenti come Margaret Cameron, David Octavius Hill. A queste si affiancano le riproduzioni in photogravure dei disegni di grandi maestri dell’arte contemporanea, come Picasso, Rodin e Matisse, che completano il panorama della cultura figurativa del primo Novecento. Nata dalla volontà di Stieglitz di creare uno strumento propulsore a favore della fotografia artistica, Camera Work si offre come spazio per il dibattito e la sperimentazione delle avanguardie figurative tra America e Europa. Attraverso le pagine della rivista si colgono i fermenti che segnarono il passaggio dell'arte dai valori tradizionali ottocenteschi all'esplorazione di nuove forme espressive ricercate dalla cultura del Novecento.

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