Cronaca locale

Nubifragio sulla città Moratti: "Fatto di tutto per alleviare i disagi"

Dicono gli esperti che un nubifragio così non lo si vedeva da anni. Da dieci perlomeno. L’ultimo che si ricordi è quello del 17 settembre 1999 quando sulla città caddero in mezzora 42,6 millimetri d’acqua. Spiegano dall’Osservatorio meteorologico di Milano Duomo che a sorprendere è stata la quantità di acqua che è venuta tra le sei e le sei e mezzo di ieri mattina: 44,6 millimetri di pioggia in mezzora, 87 in meno di quattro ore. Quanto basta per far finire Milano sott’acqua. Il conto dei disagi inizia alle 5.30 del mattino quando i centralini dei vigili del fuoco e del 118 cominciano a squillare. I primi a chiamare sono i cittadini rimasti senza luce nelle proprie abitazioni nella zona sud est della città, poi quelli che devono andare al lavoro e al posto delle strade, trovano un guado da attraversare. Alberi sradicati e rami spezzati dal vento, strade impraticabili, semafori in tilt. In piazza della Repubblica un black out di dieci minuti paralizza i tram sono 16mila gli utenti rimasti al buio per ore e che cercano di mettersi in contatto con A2A, invano. «Una cosa scandalosa - tuona Claudia Buccellati, presidente di via Montenapoleone dal suo appartamento dove la luce è saltata fino a sera -. È inammissibile che una città come Milano candidata all’Expo ci metta 12 ore per riattivare la luce. E poi ci parlano di eccellenza». La stessa sorte tocca anche ad alcuni negozi del centro. La pioggia ferma gli autobus e i treni della metropolitana tra le stazioni di Famagosta e Abbiategrasso dove la circolazione riprende dopo le 10, sulle Nord alcuni convogli vengono soppressi e altri subiscono ritardi e deviazioni. La stazione Centrale si allaga e la linea ferroviaria Milano-Mortara rimane bloccata, sarà riattivata solo nel primo pomeriggio. L’acqua non risparmia i principali sottopassi e il passante a Rogoredo e a Porta Garibaldi. Ritardi e disagi anche negli aeroporti di Linate e Malpensa. Cede persino il controsoffitto dell’ufficio del procuratore aggiunto Francesco Greco a palazzo di Giustizia, una crepa si apre tra il quarto e il quinto piano. Per colpa della centralina dell’Aem, Palazzo Marino e Piazza della Scala restano al buio. Intanto si contano gli interventi: 150 quelli dei vigili del fuoco, 800 le chiamate al centralino del 118, un record secondo gli operatori. L’Amsa comunica di averne fatti 110 e che proseguiranno fino a tarda notte: «La manutenzione delle strade non è compito nostro - spiegano dall’Amsa -. Le criticità maggiori sono state nei sottopassi, ma lì è un problema di manutenzione delle fognature». A metà mattina, il vicesindaco De Corato assicura che la situazione verrà ripristinata in quattro o cinque ore. In serata, il sindaco Moratti aggiunge: «Purtroppo d’estate piove e ci sono i temporali», garantisce che la macchina del Comune si è messa al lavoro subito per alleviare i disagi. Ma non basta a placare le polemiche. Inizia il Codacons che chiede all’amministrazione di risarcire i danni ai milanesi, mette sotto accusa la cattiva cura delle strade, senza contare i danni per i grossisti dell’Ortomercato. Carlo Montalbetti consigliere della lista Ferrante vuole una svolta nella politica delle manutenzioni nel settore dei lavori pubblici. «Ormai è sempre emergenza - dichiara il consigliere provinciale del Pd, Roberto Caputo -: le fogne non funzionano, i tombini sono intasati perché non vengono mai puliti e sono spesso coperti dal catrame usato con negligenza per rifare i marciapiedi. Invitiamo il sindaco ad uscire dal palazzo e a rendersi conto della situazione in cui i cittadini milanesi sono costretti a vivere. Sindaco sveglia». I politici vanno presi con le pinze, gli risponde l’assessore all’arredo urbano Maurizio Cadeo: «Di fronte ad eventi eccezionali, le conseguenze ci sono ovunque. Poi le concause, sono sempre le solite, tombini e scarichi». Qualsiasi sistema di scarico va in crisi, se sottoposto all’emergenza, aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Bruno Simini. «Non sono progettati per immissioni d’acqua così. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, i disagi si sono ridotti al minimo e i centri estivi hanno funzionato regolarmente». Solo nella scuola di via Forze Armate c’è stato un problema a un controsoffitto che ha ceduto. «Ma è sempre la stessa questione: i pluviali sono stati occlusi dalle foglie degli alberi». Che si possa pulire di più, lo possiamo anche dire, ammette Simini. «Ma oggi il sistema ha retto bene, per la mia parte almeno. Le strade non mi sembra».

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