Nucleare, l'Iran lancia la sfida all'America: "Via a test missilistici"

Duro monito dei Grandi dopo l'annuncio dell'esistenza di un altro impianto di arricchimento dell'uranio: "Sanzioni". Khamenei: "Il nuovo sito accecherà i nemici". Poi Teheran dice sì alle ispezioni, ma attacca Usa e Occidente: è un complotto. E annuncia il via alle esercitazioni missilistiche

Nucleare, l'Iran lancia 
la sfida all'America: 
"Via a test missilistici"

Pittsburgh - L’Iran non potrà continuare a lungo il "tira e molla" con la comunità internazionale sul suo programma nucleare, perché il mondo è unito e gli Stati uniti non escludono nessuna opzione per difendere la loro sicurezza: dopo l’annuncio a tre con Gordon Brown e Nicolas Sarkozy per reagire alla scoperta di un nuovo impianto nucleare segreto a Qom, il presidente americano Barack Obama ha lanciato un nuovo monito al regime degli Ayatollah. Ma l'Iran non si fa intimidire e mostra i muscoli. La Guardia della Rivoluzione iraniana inizierà già domani le esercitazioni militari che prevedono test missilistici.

L'Iran messo alle strette "L’Iran è avvisato - ha insistito il presidente - in queste ore abbiamo riscontrato una risposta senza precedenti, non solo gli Stati Uniti hanno chiesto un’immediata ispezione sui siti nucleari iraniani ma anche altri Stati come la Francia, l’Inghilterra e la Russia". Obama ha sottolineato che "anche Paesi che fino a sei mesi o un anno fa sarebbero stati riluttanti a discutere eventuali sanzioni hanno detto che è a rischio la sicurezza internazionale". Fra questi, anche se Obama non l’ha citata, c’è ad esempio la Russia. Mosca, per bocca del suo presidente Dmitri Medvedev, ha detto di contare sul fatto che l’Iran fornirà "una prova convincente" delle sue intenzioni pacifiche. A metà fra auspicio e sponda offerta a Teheran, questa affermazione del leader russo è stata condita comunque dall’ammissione che la situazione è fonte di "grave inquietudine", e con la richiesta all’Iran "di cooperare" con l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea).

La replica di Teheran Il nuovo sito per l’arricchimento dell’uranio diventerà "presto operativo". E "accecherà i nemici". Mohammad Mohammadi-Golpayegani, capo dell’ufficio della Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, ha fatto sapere che l'Iran è "al culmine della nostra potenza, e questo nuovo impianto ne è una dimostrazione". "A Dio piacendo - ha affermato lo stretto collaboratore di Khamenei - il sito diventerà presto operativo e accecherà gli occhi dei nemici".

Poi l'Iran dice sì alle ispezioni Teheran ha però assicurato  che garantirà l'accesso degli ispettori internazionali al un nuovo sito per l'arricchimento dell'uranio. Il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, ha assicurato che Teheran concorderà con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) la data per una ispezione all'impianto, situato nelle vicinanze della città santa sciita di Qom, 130 chilometri a sud di Teheran. E che comunque il sito verrà messo sotto la sorveglianza della stessa agenzia. "Non abbiamo problemi con le ispezioni", ha detto Salehi. Ma altre dichiarazioni contribuiscono a tenere alta la tensione. Lo stesso Salehi ha denunciato come "un complotto preordinato" il coro di condanne arrivato ieri da vari Paesi occidentali, primi fra tutti gli Usa. "Abbiamo comunicato l'esistenza di questo sito nei tempi previsti dall'Aiea e perciò siamo sorpresi di tutto questo baccano", ha sottolineato il capo delle attività atomiche iraniane.

I timori di Israele Il ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman ha detto che non è sorpreso dalle rivelazioni: "E' da tempo che andiamo dicendo che l’ Iran sta cercando di produrre armi nucleari". Lo sviluppo importante, ha aggiunto, è che ora questa posizione è condivisa anche da tutte le maggiori potenze: "Spero che dopo l’1 ottobre (in cui i cinque stati membri permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ Onu più la Germania si incontreranno con l’Iran) il quadro e il messaggio che emergeranno saranno inequivocabili". Le nuove rivelazioni sugli sviluppi del programma nucleare iraniano, ha detto Liberman, "hanno reso ora più facile la posizione di Israele poiché per lo meno le divergenze (sui fini nucleari dell’ Iran) sono state superate. Ora le maggiori potenze devono trarre le conclusioni".