Tanto per capirci subito, una premessa: io sono un fan di Amazon, senza Amazon non so come farei a vivere, ordino tutto su Amazon, e adoro anche la sua storia, agli albori, come libreria infinita. Quando oggi entri in una Feltrinelli (o qualsiasi altra catena) e chiedi un libro, se è un libro importante regolarmente non ce l’hanno, te lo devono ordinare (“ripassi tra una settimana”), con Amazon ti arriva il giorno dopo, e non devo uscire di casa, e non devo parlare con nessuno, e non devo neppure fare la spesa, me la porta Amazon.
E siccome sono il fondatore e l’unico esponente di Rifondazione Consumista, mi dimentico perfino cosa ordino, e quando arrivano mi sembrano un regalo, una cosa bella che non mi ricordavo di aver ordinato (non come i regali di compleanno, nessuno che ti regali qualcosa che vuoi davvero), e in fondo mi basta questo per essere meno infelice.
Quindi, sgombrato il campo dagli equivoci, vediamo l’ultima notizia che, vi anticipo, è la cronaca preventiva di un disastro annunciato. Amazon sta lavorando a un possibile ritorno nel mercato degli smartphone, a oltre dieci anni dal fallimento del Fire Phone del 2014 (non ve lo ricordate? Non vi preoccupate, non se lo ricorda nessuno, credo neppure Jeff Bezos, era azzeccato solo il nome, i potenziali acquirenti gli hanno dato fuoco prima di comprarlo), con un progetto interno chiamato “Transformer” (sì, come i robottoni dei film), sviluppato nella divisione Devices and Services.
Il dispositivo sarebbe pensato per una forte integrazione con Alexa (sì, avete capito bene) e con l’ecosistema Amazon, dai contenuti Prime allo shopping, con interfacce basate sull’intelligenza artificiale pensate per ridurre il peso delle app tradizionali e degli app store. Il progetto, seguito dal team ZeroOne sotto la supervisione di J Allard, ex dirigente Microsoft, è ancora interno e potrebbe anche essere ridimensionato o cancellato prima del lancio, e lo spero per loro.
Insomma, un telefono integrato con Alexa ai tempi dell’AI e degli LLM, cosa potrebbe andare male? Immaginatevela, non ChatGPT, non Gemini, non Claude, ma Alexa, proprio lei, dentro il vostro smartphone, tanto varrebbe metterci dentro vostra nonna (senza offesa alle nonne, anche una centenaria è più sveglia di Alexa). Ok, la miglioreranno, la renderanno più smart, meno obsoleta, senza dubbio, il punto però è anche un altro. Immaginatevi, per esempio, quello che già sta succedendo su Amazon Prime Video, le pubblicità dentro le serie (con le puntate rilasciate una volta a settimana, sembra di essere tornati negli anni Ottanta senza i vantaggi degli anni Ottanta), e non solo. Pubblicità con la finestrella “aggiungi al carrello” che se uno non sta attento con il telecomando (come mia suocera) si ritrova nel carrello duecento spazzolini da denti e cento lamette da barba di ultima generazione (cito due prodotti che da quando sono stati inventati non smettono mai di migliorare restando sempre gli stessi, non so neppure a quante lame sono arrivate le lamette usa e getta, quattro, cinque, sei).
Comunque, siccome nel progetto di Amazon con lo smartphone ci parli invece di cliccare, succederà che dici “scrivi a Mario che arrivo tardi”, e a differenza di Siri (anche lei capisce fischi per fiaschi e i fiaschi devono essere di vino forte), ti propone un audiolibro su Super Mario, ti apre la pagina di una pizzeria chiamata Arrivo Tardi e nel dubbio compra delle pile, tutto da solo, una favola.
Anche perché c’è un problema, almeno per me, un problema che so non essere popolare. Tutti si lamentano della privacy, molti sono convinti che ci spiino, io al contrario che della privacy me ne frego e non l’ho mai voluta mi lamento del contrario, non mi spiano abbastanza. Certo, dicono loro, il telefono Amazon conoscerà gusti, acquisti, abitudini, orari, casa, cosa guardi su Prime Video, cosa ascolti su Prime Music, e magari pure quando stai per finire il dentifricio, una promessa di comodità che sposerei subito, ma allora perché cerco in continuazione articoli come magliette con Freddie Mercury o un romanzo di Thomas Bernhard da regalare e mi proponete lavatrici, friggitrici a aria (vanno di moda, forno con ventola non dà quell’idea salutare di aria fritta) o l’ultimo modello di aspirapolvere Dyson? State spiando me o la mia vicina di casa?
Ma poi, torniamo al nuovo smartphone annunciato, con dentro Alexa, che la facciano diventare più intelligente o meno, il problema resta quello: collegarsi con tutto l’ecosistema Amazon che è costruito sul vendere.
Come con Alexa a casa, e come con Siri, potrai dirgli “Alexa, spegni la sveglia”, e lui, il tuo smartphone, profondamente integrato, altamente personalizzato, intelligentissimo, risponderà: “Perfetto, ho ordinato un nuovo materasso, arriva domani”.