Pavel Durov e Elon Musk si schierano apertamente contro WhatsApp. Un attacco congiunto partito nelle ultime ore con due diversi post pubblicati sui rispettivi account di X, che hanno immediatamente attirato l’attenzione di milioni di utenti. Due pesi massimi della Tech Economy, Durov, imprenditore russo con cittadinanza francese, è il fondatore del social network russo VK e di Telegram, l’app di messaggistica istantanea diretta rivale di WhatsApp, e Musk, che non necessità di presentazioni e che già a gennaio aveva affidato a un post di X le sue perplessità sulla sicurezza di WhatsApp e di Signal, altra app di messaggistica, invitando i suoi follower a utilizzare invece X Chat.
Le nuove accuse a WhatsApp
Le nuove accuse mosse contro WhatsApp riguardano uno degli aspetti più delicati e sensibili dei social media, quello della protezione dei nostri dati e dei contenuti che vengono scambiati nelle conversazioni. Insomma, insinuazioni molto gravi che possono provocare molteplici conseguenze che mettono nel mirino Meta, che dodici anni fa aveva acquistato WhatsApp per la cifra record di 22 miliardi di dollari, colpevole di aver consentito tramite una backdoor attiva nel codice sorgente, ai propri dipendenti, appaltatori come Accenture e a terze parti, di accedere ai nostri messaggi. Un vero e proprio atto di guerra che è stato immediatamente rilanciato da Musk e dagli account a lui riconducibili come Doge Designer.
La questione della sicurezza e segretezza dei messaggi
La crittografia end-to-end (E2EE) di WhatsApp, quella che garantisce che solo il mittente e i destinatari possano leggere i messaggi, ascoltare chiamate o guardare le foto e i video, non è per nulla sicura. Qui, è opportuno anche rammentare che l'encryption è attiva per impostazione predefinita su tutte le chat personali e di gruppo, e che come più volte precisato e ribadito proprio da Meta impedisce a chiunque l’accesso, inclusa la stessa WhatsApp. Lo stesso Durov è andato giù duro contro la rivale precisando nel suo post, che ha superato il milione di visualizzazione che la crittografi end to end “potrebbe essere la più grande frode ai consumatori della storia — ingannando miliardi di utenti".
Intanto, l’attacco congiunto portato da Durov e da Musk non nasce proprio dal nulla, anzi prova a cavalcare un clima già testo per la class action presentata presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California, promossa dai querelanti Brian Y. Shirazi e Nida Samson querelanti sulla questione della sicurezza e della segretezza dei messaggi.