Occhio a quello che leggete: oggi è il primo di aprile (soprattutto per i giornali)

Il giorno degli scherzi sembra sia nato sette secoli fa a Firenze, ma si è presto diffuso in tutto il mondo. I più riusciti hanno avuto come protagonista la regina Elisabetta e Chirac, Arafat e Hitler. Ma a cascarci sono sempre tanti: soprattutto tra gli automobilisti

Le ragioni che hanno fatto del primo giorno di aprile il giorno dedicato allo scherzo, alla beffa, alla presa in giro, si perdono nella notte dei tempi. Sembra però che sia nata a Firenze sei o sette secoli fa l'usanza beffarda di dare convegno, il primo di aprile, ai creduloni della città allettandoli con la speranza di poter acquistare pesce a buon mercato. Accorrevano i fiorentini desiderosi di risparmiare comprando cibi sani e prelibati, ma al posto del pesce fresco e guizzante trovavano su una bancarella, in bella vista, un solo pesce, di grosse dimensioni, in effigie, già allora un'operazione di immagine. Da qui, l'usanza, del «pesce d'aprile».
Esiste però anche una seconda versione e non si sa quale delle due si più vera dell'altra. Bisogna risalire ad un decreto pontificio che proibiva di mangiare pesce il primo di aprile per celebrare il ricordo del miracolo della spina in Aquileia, al tempo del patriarca Bertrando, per cui parlare di pesce quel giorno era una specie di non senso. Da allora la tradizione si diffuse, non solo in tutta Italia ma in molti paesi europei, prendendo mille nomi diversi: il giorno della «corda del vento», del «lievito per salcicce», della «neve disseccata», del «rasoio per tosare le uova», della «pietra che affila i capelli», così lo chiamano portoghesi, francesi, tedeschi, belgi. In America Latina invece è il pesce d'aprile cade il 28 di dicembre e si chiama «Il giorno degli innocenti».
Burle, il primo di aprile, ce ne sono state tante, in tutti i tempi. A Roma nel 1948, durante la campagna elettorale, iscritti e simpatizzanti di Psi e Pci vennero invitati a presentarsi nelle sedi dei rispettivi partiti per ritirare gratuitamente, tutte le opere di Marx. Ma fece storia anche la favola che Chirac, con un accordo segretissimo con la Walt Disney, avesse deciso di smontare la Torre Eiffel pezzo per pezzo per sostituirla con la Disney europea e di mettere al posto della vegetazione di Campo di Marte prati di plastica da mandare periodicamente in tintoria. Per non parlare dello scherzo che ha avuto come protagonista Yasser Arafat: ha sottoscritto, raccontavano, un accordo segreto con il Mossad israeliano per far cessare in un colpo solo l'Intifada nei Territori e gli attacchi di Hamas. Ma a una sola condizione: che il Mossad gli facesse fuori la moglie Soha Tawil, appena sposata. Ci cascarono in pieno, soprattutto i palestinesi. Così come ci cascarono gli inglese quando la Bbc documentò, sempre per scherzo, l'incontro segreto a Londra nel 1936 tra Hitler e re Edoardo VIII. Nell'ex Urss della «perestrojka», nel del 1990 la «Komsomolskaja Pravda» annunciò negoziati con Pechino per acquistare dei pezzi della muraglia cinese, e l'interesse dell'Onu per l'acquisto della famosa scarpa di Krusciov.
In Italia lo scherzo si traduce spesso in lunghe file per pranzi o bevute inesistenti, per riscuotere ricompense o rimborsi immaginari, per pagare multe fasulle. Nel 1985 a Milano, ottomila automobilisti trovarono sulle loro auto false contravvenzioni. Lo scherzo fu replicato nel 1987 a Bologna, dove, l'anno successivo, la sede della Banca d'Italia fu invasa da persone con finti avvisi di rimborso. Lo scherzare con le contravvenzioni non è soltanto un vezzo italiano. Nel sud della Francia, nel 1986, una radio locale annunciò una amnistia per tutte le contravvenzioni per divieto di sosta a patto che queste fossero presentate prima di mezzogiorno (del primo aprile) nei commissariati cittadini.
Tra gli scherzi più divertenti da ricordare senz'altro quello confezionato dal quotidiano inglese «Indipendent», che dopo aver annunciato il restauro della Gioconda per mutarne il sorriso in smorfia, aveva pubblicato la notizia che un test genetico era stato eseguito sulla Regina Elisabetta, per smentire un agricoltore gallese che sosteneva di essere il legittimo erede al trono. Lo stesso giorno però il «Times», scrivendo che un ex parrucchiere si era inventato un materiale speciale destinato ad essere usato dalla Nasa nello spazio fu costretto ad accompagnare il trafiletto con l'assicurazione: «Questo non è un pesce d'aprile». La notizia era così vera da sembrare finta.