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L'area grigia che aiuta questa sinistra islamica

Si avverte l'assenza di sani anticorpi democratici da parte della sinistra e del PD rispetto a certe deviazioni anche verso il peggior filoislamismo estremista

L'area grigia che aiuta questa sinistra islamica
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Anche a Pitigliano, splendido piccolo borgo della Maremma toscana, dove c'è una piccola sinagoga ebraica (e ormai la tradizionale comunità ebraica si è ristretta solo ad una singola signora), ci sono quattro militari in veste antiterrorismo a presidio della sinagoga. Giusto così, di questi tempi tristi per qualsiasi simbolo dell'ebraismo in Italia. Ma ciò evidenzia quanto sia forte e diffuso il clima anti ebraico.

E questo non tanto per la prevalenza di nuclei terroristici a ciò orientati, quanto per la diffusione nel nostro paese di quella pericolosa area o zona grigia che contribuisce ad alimentare il filoislamismo, collegato a una rete e a degli snodi che giungono fino ad Hamas.

Lo shaker in cui più si agitano queste pulsioni di marca islamista che giungono fino al rischio del terrorismo (come evidenziato anche dall'inchiesta di Genova) è quella che è stata la troppa mobilitazione, spesso di marca modaiola, pro Gaza, alimentata da un eccesso di zelo filopalestinese.

"L'area grigia" è a questo punto uno dei concetti e parole chiave che hanno segnato l'ultima parte del 2025. Si tratta di un'area grigia molto estesa, ricompresa tra le sponde di certa politica di sinistra e l'eccesso di pulsioni filo palestinesi, fino a quelle di sostanziale sostegno al terrorismo.

Quell'area grigia per cui la gran parte degli esponenti, non solo dell'estrema sinistra ma anche della sinistra, non trovano il coraggio di rescindere le loro posizioni rispetto all'inchiesta su Hannoun e sodali, né tantomeno di rispondere ai precisi quesiti su tale questione posti dal direttore de Il Giornale. Siamo di fronte a un fenomeno non poco grave e pericoloso, tanto più se avvolgiamo il nastro della memoria storica sul fenomeno del terrorismo in Italia. Ebbene, nella seconda metà degli anni 70, in presenza di un'area grigia rispetto a un grave fenomeno quale quello delle Brigate Rosse e del terrorismo, l'allora Partito Comunista di Berlinguer, dopo le prime esitazioni, assunse una posizione ferma e chiara di condanna anche contro i fenomeni che si muovevano in seno all'area grigia tra la politica e il terrorismo.

Il Ministro degli Interni ombra del PCI Pecchioli era altrettanto fermo del Ministro degli Interni Cossiga nel condannare i rischi legati all'area grigia tra politica estremista e terrorismo. Ora invece, non solo AVS o i 5 Stelle, ma anche gli esponenti maggiori del PD sembrano mascherarsi dietro il gioco delle tre scimmiette rispetto alla pericolosa area grigia in atto fra pulsioni filopalestinesi e sostegno a Hamas: "non vedo, non sento, non parlo".

Si avverte quindi l'assenza di sani anticorpi democratici da parte della sinistra e del PD rispetto a certe deviazioni anche verso il peggior filoislamismo estremista. Si tratta a questo punto di un problema serio per la democrazia italiana.

In quella seconda metà degli anni 70 fu proprio la convergenza delle forze di governo con le forze di opposizione a contribuire man mano a svuotare l'acqua in cui si muoveva il

terrorismo. Oggi invece sta crescendo un acquitrino di tipo analogo in cui può nuotare l'estremismo e il terrorismo islamico.

Chi in seno alla sinistra può aprire le idrovore per svuotare le acque limacciose di questo acquitrino?

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