Pachistani, nuovo caso Picchia la figlia 13enne perché "piace troppo" 

L'unica colpa della studentessa pachistana era quella di essere avvenente e piacere ai suoi compagni di classe. Per questi motivi, il padre l'avrebbe picchiata, dopo aver sentito le battute dei suoi compagni

Pachistani, nuovo caso 
Picchia la figlia 13enne 
perché "piace troppo" 

L'ennesima follia. Un uomo di origine pachistana ha picchiato la figlia tredicenne. Motivo? Semplicemente perché era al centro dell' attenzione di altri ragazzini, compagni di scuola in terza media nel Parmense. "Ti piace quello, ti viene dietro l’altro", le dicevano fuori dai cancelli, tra la solita confusione di ragazzi e genitori venuti a prendere i figli. Il padre ha ascoltato tutto e, una volta a casa, ha riempito di botte la figlia. Ad accorgersene sono state il giorno dopo, in aula, le insegnanti, che hanno visto i lividi. La Gazzetta di Parma, che riferisce la vicenda, aggiunge che è stata la stessa adolescente a confermare che era stato il padre a picchiarla, e che lo aveva fatto per quello che era successo alla fine delle lezioni, quando lei si era solo trovata al centro di scherzi e battute in un gioco da ragazzi.

Dirigente scolastico e docenti hanno affrontato la situazione parlando con i genitori: per ora nessuna chiamata alle forze dell’ordine, per non allontanare la bambina dai genitori, con la convinzione - si è appreso dalla scuola - che sia necessario, almeno in questo momento, mantenere un canale di comunicazione con la famiglia. A Parma ci sono almeno cinque studentesse che vivono forti tensioni in famiglia per il loro modo di vivere "troppo occidentale" e che sono seguite da psicologi ed educatori dello spazio giovani dell'Ausl. Ragazze che vorrebbero scappare dalla famiglia, o rifiutano di lasciare l’Italia per un matrimonio combinato nel Paese di origine, o che si scontrano per i troppi no dei genitori per le compagnie che frequentano o perché non hanno il permesso di uscire alla sera. "Il problema - spiegano gli operatori - non è legato alla religione musulmana delle famiglie, ma alle diversità culturali, che vanno affrontate". L'epidosio segue quello, avvenuto a Brescia, di Jamila, la ragazza pachistana costretta dai suoi tre fratelli a stare a casa per paura che la sua bellezza potesse provocare attenzioni esagerate da parte di altri ragazzi. 

Il commento della Sbai “L’episodio di Parma è l’esempio lampante della gravità di certi atteggiamenti falsamente buonisti e potenzialmente criminogeni”. Lo dichiara in una nota l’On. Souad Sbai, Deputata Pdl, che aggiunge: “Non ci si vuole mettere in testa che i responsabili vanno puniti con la durezza che merita il loro becero integralismo domestico e che le giovani vanno messe al riparo da episodi del genere. Faccio appello ai servizi sociali affinché allontanino la ragazza dalla famiglia” 

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