Palazzo Citterio apre al pubblico con capolavori di Boccioni e De Pisis

Il 6 dicembre c'è stata la inaugurazione ufficiale con il direttore di Brera Angelo Crespi

Palazzo Citterio apre al pubblico con capolavori di Boccioni e De Pisis
00:00 00:00

È impossibile. Non ce la faranno mai. Non ne sono capaci. Non riusciranno ad aprire, dopo decenni di attesa, Palazzo Citterio e realizzare così la Grande Brera a Milano. Così dicevano i messaggeri di sventura. Infatti il 6 dicembre c'è stata la inaugurazione ufficiale con il direttore di Brera Angelo Crespi, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Beppe Sala. E ora tutti (previa prenotazione, ma solo il pomeriggio da giovedì a domenica), potranno visitare il museo che, insieme alla Pinacoteca, alla Braidense, all'Orto Botanico, all'Osservatorio Astronomico, forma la «Grande Brera». Al piano nobile, che inizia dalla sala 40 (in continuità con la Pinacoteca, che chiude con la 39) lo spettatore viene accolto dalla straordinaria Fiumana di Pellizza da Volpedo. E poi via, con duecento opere della collezione Jesi e Vitali: capolavori di Boccioni, Carrà, Modigliani, Morandi, Picasso, Braque. Si potrebbe parlare di un «ritorno a casa», almeno per i pezzi (79) della collezione Jesi, dono della famiglia che proprio all'ultimo piano di Palazzo Citterio risiedeva. Spiccano l'Autoritratto di Boccioni (osservabile da entrambi i lati) e la sua celeberrima Rissa in galleria.

Nella sala accanto, una dozzina di De Pisis e due Modigliani (Moise Kisling e Ritratto di giovane donna) e, prorompente, la Testa di toro di Picasso. Carrà e Sironi chiudono questa prima parte: è il cuore di Palazzo Citterio. Poi c'è lo spazio per le mostre temporanee.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica