Palermo-Roma, Ranieri: «Voglio recuperare Mexes»

Diretto e schietto. Claudio Ranieri appare così alla vigilia del mini-tour siciliano della Roma, impegnata stasera a Palermo e domenica a Catania. Al tecnico è piaciuto molto il primo tempo con la Fiorentina, un po’ meno il secondo. «Sono un martello: chiedo sempre di più, chi riesce a seguirmi viene con me», il nuovo messaggio dell’allenatore testaccino, apparso deciso già prima del match con i viola, tanto da punzecchiare anche capitan Totti. «Non ho punzecchiato nessuno - ha spiegato ieri Ranieri - ho detto solo quello che voglio. A me non é stato mai regalato niente, tutto quello che ho me lo sono guadagnato. Voglio che sia così anche per i miei giocatori, per le vittorie ci vuole sacrificio».
Ranieri ha le idee chiare su cosa vuole dai suoi. «La Roma del primo tempo di domenica é vicina a quella che chiedo io, una squadra che va in campo con ardore, determinazione e semplicità. Con il gioco semplice abbiamo liberato la mente dei ragazzi che hanno doti tecniche. A Palermo voglio rivedere la stessa Roma».
Tra i venti convocati per il turno infrasettimanale c’è anche Doni; il portiere torna nella lista dopo l’operazione alla cartilagine del ginocchio dello scorso aprile. «Artur ha avuto un problema e sono stato costretto a convocarlo - ha detto ancora Ranieri - ma Doni sta facendo passi da gigante e intanto ricomincia a respirare l’aria della squadra». Si profila un’altra esclusione per Mexes. «Per me Philippe - ha precisato il tecnico - deve tornare un punto fermo della sua nazionale prima ancora che della Roma e lui lo sa». Infine il commento sull’episodio della maglia lanciata da Totti e rilanciata in campo: «Credo che una grande squadra debba avere tutte le componenti che remano nella stessa direzione, società, squadra e tifosi. Lo sciopero di mezz’ora della curva Sud? Che si sono persi, se fossero entrati prima avrebbero gioito con noi...».

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