Per la A19 nuovo pericolo crollo: il viadotto Cannatello a rischio

Per i prossimi 5 mesi un'altra deviazione sulla A19 Palermo-Catania, stavolta a rischio la circolazione dei mezzi pesanti

L'A19 è la via crucis dei siciliani. Non è più un'autostrada ma un lungo serpentone che collega le due principali città dell'isola. Torniamo a parlarne perché si aggravano i problemi della Palermo-Catania, interrotta da 24 cantieri su 195 chilometri. Adesso l'ultima interruzione rischia di bloccare i mezzi pesanti. Una carreggiata del viadotto Cannatello è a rischio crollo e da ieri non è più percorribile dai mezzi pesanti. La chiusura prevista riguarderà per i prossimi cinque mesi la carreggiata direzione Catania inibita ai mezzi pesanti dallo svincolo di Resuttano fino Ponte cinque Archi. Un’ordinanza dell’Anas ha imposto da ieri l’uscita obbligatoria di tutti i veicoli sopra le 3.5 tonnellate allo svincolo Resuttano dove i mezzi vengono “filtrati” da personale dell’Anas e della polizia stradale. Solo quelli sotto le 3,5 tonnellate potranno rientrare in autostrada e continuare il percorso originale. Una deviazione che prevede l’attraversamento dei centri abitati di Resuttano e Santa Caterina Villarmosa, già colpiti da dissesti idrogeologici. E la mente va subito al 2015 quando l'interruzione del viadotto Himera costrinse gli automobilisti siciliani ad attraversare i centri abitati di Polizzi Generosa e Caltavuturo. I tecnici Anas hanno comunque eseguito un test sulla capacità della carreggiata opposta di sopportare il traffico ad una corsia con senso alternato. I risultati arriveranno dopo le feste e in caso di esito positivo potrebbe essere evitata la deviazione sulle strade provinciali.

Il viadotto Cannatello è sicuramente il tratto più delicato dell'autostrada. Da almeno vent'anni si attende un restyling di una struttura vecchia e pericolante. Il risanamento strutturale è necessario per quell'opera costituita da 120 campate di luce 34,20m e presenta un degrado per 15 campate. "Gli interventi riguardano la rimozione del cordolo, la rimozione delle barre trasversali, la ricostruzione del cordolo con larghezza 75cm e il riposizionamento delle barre; il rinforzo con fibra di carbonio delle travi interne con interventi tarati a seconda del numero di trefoli interessati dal degrado; la rimozione delle travi di riva e la loro sostituzione nei casi di avanzato degrado ed il relativo collegamento alle travi esistenti mediante nuovi traversi; l’idrodemolizione e la successiva incamiciatura dei pulvini; l’idrodemolizione e l’incamiciatura delle pile per circa 4metri; il risanamento del rimanente fusto pila; la predisposizione del collegamento longitudinale per il futuro adeguamento del viadotto; la sostituzione degli appoggi e la realizzazione di vincoli esterni di fine corsa". A seguito delle verifiche strutturali, eseguite sul viadotto Cannatello, e nelle more del completamento dei lavori già avviati sulla stessa opera d'arte, nello scorso mese di maggio era stata disposta l'interdizione al transito ai mezzi eccedenti le 32 tonnellate.